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Sabato 20 Dicembre 2014, San Zefirino
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Prato della Valle

Padova / Italia
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Detto “Prato senza erba”, il Prato della Valle è una grande piazza ellittica, divenuta uno dei simboli di Padova (con la Basilica del Santo ed il Caffè Pedrocchi). Con un’estensione di circa 90.000 mq, il Prato è la maggiore piazza della città, ed una delle più grandi d'Europa.
In epoca romana, lo spazio fu sede di un vasto teatro, lo Zairo, e di un circo per le corse dei cavalli. Durante le persecuzioni contro i primi cristiani, il circo fu utilizzato per i combattimenti: qui furono martirizzati Santa Giustina e San Daniele. Nel Medioevo, invece, fu sede di fiere, giostre, gare, assemblee cittadine e del mercato degli animali. Pur essendo a ridosso delle mura cittadine, mantenne a lungo il suo aspetto paludoso e malsano, dovuto alla conformazione a catino del terreno, dove l’acqua ristagnava. L’Abbazia di S. Giustina - che ne era proprietaria - non aveva mezzi per provvedere alla bonifica. Ci pensò il nobile veneziano Andrea Memmio, Provveditore a Padova della Serenissima, con l'aiuto dell'abate-architetto Domenico Cerato. Nel 1775 essi attuarono una radicale bonifica e crearono una canalizzazione sotterranea destinata a far defluire le acque dell'anello centrale, che tuttora vediamo, valicato da 4 ponti, recingere una specie di grande aiuola circolare, denominata Isola Memmia.
Le statue che ornano la piazza, 38 lungo l'anello interno all'Isola Mummia e 40 lungo quello esterno, furono scolpite in pietra di Costozza tra il 1775 e il 1883 e sono opera di artisti diversi. Esse rappresentano i più illustri figli della città, padovani di nascita o d'adozione. Soltanto gli spazi dell'ingresso ai quattro ponti furono riservati a personaggi politici, a Dogi e Papi.
Passeggiando attorno alla grande piazza si possono ammirare le variopinte case che creano una vivace scenografia:

ABBAZIA DI S. GIUSTINA
Vedi. la scheda “Basilica di Santa Giustina”.

PALAZZO ANGELI
Fu dimora di illustri personaggi, fra i quali il cardinale Giovanni Bessarione, celebre umanista, che vi abitò fino al 1472, anno della sua morte; poi anche Andrea Memmo, (procuratore di Venezia e ideatore del progetto di ripristino di Prato della Valle, tra il 1775 e il 1776) che ospitò probabilmente Giacomo Casanova. Nella parte inferiore, è dotato di un porticato sul quale si aprono le finestre del mezzanino e dove si trova la lapide che ricorda la prima corsa del trotto ospitata in Prato della Valle il 22 agosto 1908. Qui vi è anche un’Annunciazione cinquecentesca affrescata da un pittore Veneto. Il Palazzo ospita il Museo del Precinema (vds. la scheda “musei Vari”).

PALAZZO VERSON (GIÀ GRIMANI)
L'edificio insiste su un'area occupata sin dal tardo trecento da vari caseggiati. Tra il 1520 e il 1561 l'intero blocco edilizio fu acquistato dalla famiglia Grimani; che fece apportare parecchi rimaneggiamenti, soprattutto fra il 1561 e il 1630. L'aspetto attuale della facciata è settecentesco, ma internamente è occupato da un solenne scalone ad un'unica rampa coperta da volta a botte, con riquadrature a motivi geometrici in origine decorate da affreschi.

PALAZZO ZACCO
Fu costruito fra il 1555 e il 1557, su progetto di Andrea Moroni. La facciata con ampio portico a sette arcate su pilastri bugnati, presenta il corpo centrale comprendente tre grandi finestre ad arco, un lungo poggiolo e due ali simmetriche con due finestre a poggiolo. Una cornice distingue il piano nobile dall'ultimo piano, caratterizzato da una serie di finestre quadrangolari. Sul cornicione si imposta un coronamento a lunette e guglie alternate e nel mezzo un abbaino con iscritta una serliana cieca. Completano la facciata due stemmi in pietra d'Istria.

Loggia Amulea
(vds. la scheda “Loggia Amulea”)

ALTRI EDIFICI
  • Palazzo Sartori: qui il 1° agosto del 1866 Vittorio Emanuele II liberatore veniva ospitato dalla contessa Adele Sartori- Piovene: a ricordo di quell'episodio è stata affissa una targa;
  • Palazzo Fiocco: eretto dall'umanista fiorentino Palla Strozzi nel 1441, fu poi rimaneggiato da Bartolomeo Ammannati, al quale si può forse attribuire la statua di Nettuno, collocata entro la nicchia posta al fianco della gradinata di accesso. Nell'area del giardino sorgeva la chiesa di Betlemme con l'annesso convento delle monache agostiniane. Sul muro che limita il giardino a oriente è infissa una lapide che ricorda il valente paleografo Brunacci. L'unico resto reale del casinetto di Palla pare sia lo stipite della porta.
  • Dove sorge oggi la pizzeria Zairo, sorgeva un tempo il Teatro Vacca, che ebbe vita fino al 1791. Detto teatro dello Stallone, perché un tempo era adibito a ricovero del bestiame.
  • Caserma Salomone, sistemata in una parte del vecchio convento adattato allo scopo. Nel lato meridionale del porticato d'accesso è il sacrario della 58° Fanteria che contiene un mosaico con San Martino che dona il mantello al povero eseguito su bozzetto e cartone da Lucio Grossato nel 1950.
  • Foro Boario: costruito nel 1914 dall'ing. Alessandro Peretti, fu decorato nel timpano dallo scultore padovano Antonio Pennello. Esso sorge sull'area dov'era il convento e la chiesa della Misericordia delle monache Benedettine, distrutti all'inizio del 1800.
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