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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Piazza dei Signori

Padova / Italia
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Gioiello d’eleganza quattrocentesca e salotto cittadino, essa fu chiamata, in antico, piazza della “Desolazione”, poi piazza dei “Trionfi”, piazza “Pio IX” e, in tempi più recenti, anche “Piazza Unità d’Italia”. Il nome di Piazza dei Signori risale all'epoca dei Carraresi che avevano qui la loro reggia. Qui si svolgevano un tempo giostre, tornei e feste popolari, le estrazioni del lotto, le lotte di tori, il lancio di palloni aerostatici. Nel Cinquecento qui c’era l’arrivo della “corsa degli asini, delle putte e degli ebrei”, per ricordare la vittoria (1509) contro l’esercito della lega di Cambrai. Nell'Ottocento la piazza era il cuore della città. Sotto i portici vi si trovavano numerosi caffè (il Mio, il Nave, il Vittoria). Sul lastricato centrale sostavano quanti si tardavano ad accasare o le brigate di studenti.
Al mattino la piazza è un punto d’incontro per chi desidera fare acquisti nei negozi o nelle bancarelle; nel pomeriggio essa lascia libero lo scorcio dei portici: le variopinte case che si affacciano sono d’epoche varie, soprattutto ottocentesche. Sono elegantemente arricchite da terrazze con poggioli in ferro battuto.
La pianta della piazza è rettangolare e delimitata da una pregevole serie di monumenti, alcuni dei quali sono descritti, con maggior dettaglio, nell’apposita scheda.

LATO EST
Vi sorge la Chiesa di S. Clemente, antica sede della corporazione dei macellai. L’edificio ha subito parecchi rimaneggiamenti durante i secoli. All'interno si trovano - tra l’altro - l'affresco della Madonna con il Bambino, eseguito verso il 1450 e attribuito a Jacopo Bellini, e una tela con Gesù nell'atto di consegnare le chiavi a San Pietro, dipinta nel Seicento da Pietro Damini da Castelfranco.

LATO SUD
Loggia del Consiglio (Gran Guardia), edificata per accogliervi il Maggior Consiglio cittadino dopo il 1420; durante la dominazione austriaca, fu sede del corpo di Guardia. L'interno è caratterizzato da un'ampia sala, con soffitto a cassettoni e affreschi alle pareti, che risalgono al Settecento.
Altri elementi su questo lato sono: la vecchia Casa del Boia, una curiosa scritta del periodo napoleonico che esorta a tener pulita la piazza, e una serie d’edifici porticati sorretti da colonne con capitelli di recupero di provenienza varia.

LATO OVEST
E’ dominato dalla mole del Palazzo del Capitanio: chiamato così perché sede di uno dei capitani veneziani della città. Il Palazzo è diviso da un antica torre modificata tra il 1427 e il 1430, con l'inserimento dell’orologio (opera quattrocentesca dei vicentini Giovanni e Giampietro dalle Caldiere, decorata da Giorgio da Treviso) e, nel 1532, con l'apertura dell'arco trionfale, progettato da G.M. Falconetto.

LATO NORD
  • Une serie di variopinte case a portico caratterizza questo lato. Nell'estremità, verso il Palazzo del Capitanio restano ancora tracce di decorazioni pittoriche.
  • Una colonna reca un'iscrizione che ricorda il turbine del 1756, che scoperchiò il Palazzo della Ragione.
  • Esempi seppur modesti di tipiche facciate in stile lombardesco, risalenti quindi al XV secolo.
  • A nord si trova la Casa Zanibon, che si distingue per le balaustre in ghisa dei poggioli e gli elementi in pietra di recupero ricollocati nelle aperture della facciata.


CENTRO
  • Leone di San Marco: era inizialmente collocato sul fusto di una colonna romana rinvenuta presso piazzetta Pedrocchi nel 1764: scartata la proposta di utilizzare la colonna per erigere una statua di Sant'Antonio, nel 1787 si preferì utilizzarla ponendo alla sommità un leone nimbato: il primo leone fu abbattuto dai francesi nel 1797, e sostituito da quello attuale, opera di Sanavio del 1870.
  • Antenna portabandiera: collocata nella piazza già nel Quattrocento, fu trasportata qui nel 1787. Opera del Seicento è Il pilo in pietra d'Istria, mentre le formelle di marmo che raffigurano le quattro virtù cardinali furono inserite nel settecento. Sul primo gradino ad occidente del pilo sta la dicitura incisa, “brazzo (braccio) padovano”, tra le due tacche che ne indicano la misura in 67 cm.
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