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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Palazzo Comunale

Padova / Italia
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Il Palazzo Comunale di Padova, il cui retro si affaccia su Piazza delle Erbe, ha vari nomi. E’ chiamato Palazzo del Podestà, perché in epoca veneziana fu sede dell’omonimo magistrato; è chiamato anche Palazzo Moroni, dal nome dell’architetto che lo ha ristrutturato tra il 1539 ed il 1558; è chiamato Municipio perché - dalla metà del Cinquecento - è sede dell’amministrazione comunale. L’edificio sorge di fronte al Bo e fa parte di un complesso che comprende anche il Palazzo degli Anziani (1285), la Torre degli Anziani e il Palazzo del Consiglio (1285).
Nel corso dei secoli, il Palazzo è stato più volte modificato e ingrandito. La ristrutturazione più significativa è senz’altro quella cinquecentesca del Moroni, che ha lasciato l’edificio nella forma in cui lo vediamo oggi.
Il maestoso edificio si articola in due ordini: mentre quello inferiore si caratterizza per le finestre a cornice quadrata e da un profondo portico in bugnato, quello superiore presenta finestre centinate a larga cornice piatta, strette tra lesene doriche Quest’ultimo ordine risulta interrotto dal corpo centrale di una torre rinascimentale, leggermente sporgente, in cui si apre il portone che immette nel Cortile d'Onore. Nella parte della torre che sovrasta il tetto vi è una piccola cella campanaria che sorregge un cupolino cilindrico sormontato dalla bronzea statua della Vittoria, opera dell’Orsolini. Sulla facciata centrale della torre, al disopra di una grande lapide col Bollettino della Vittoria del Generale Diaz, si trova lo stemma coronato di Padova, mentre nella parte inferiore della facciata stanno le lapidi col nome dei caduti della I Guerra mondiale.
Nel cortile del palazzo, il pian terreno è costituito da robuste arcate bugnate alla rustica che costituiscono il basamento della facciata e del cortile pensile, che è una delle più originali creazioni del Moroni. Il portico è costituito da alte colonne doriche incassate a nicchia nei pilastri; dorica anche la trabeazione dalla quale si leva il piano superiore rappresentato da finestre rettangolari e a cui si collegano quelle piccole e quadrangolari dell'ultimo piano. In mezzo al cortile si trova una vera da pozzo del XVI secolo; sotto il portico sono visibili invece molti busti, medaglioni e lapidi in ricordo di cittadini benemeriti.
Sul lato meridionale del cortile, un portale monumentale dà accesso alla Sala del Consiglio Comunale. Subito dopo si apre la Cappella del Collegio dei Notai, sul cui fondo si trova una tela di D. Campagnola raffigurante la Vergine in trono tra i Santi Andrea e Antonio. Nel soffitto si ammirano gli affreschi di San Giovanni Battista in gloria, i Santi Giovanni Evangelista Paolo, Rocco e i protettori della città; sulle pareti immagini di due Vescovi e storie di San Giovanni Battista, tutte opere del Campagnola e del suo aiuto Gaspare Giona. Altre opere pittoriche conservate nel Palazzo Comunale sono: una tela del Capitano Silvestro Valier, dipinta da P. Damini; una tela di Achille ed il Centauro Chitone, che ricorda lo stile di S. Ricci, e due grandi tele di battaglia attribuite a Jacques Courtois , detto il Borgognone, ma forse di Francesco Simonini.
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