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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Musei Civici agli Eremitani

Padova / Italia
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Il complesso dei musei Civici di Padova è allestito negli antichi chiostri del convento dei frati Eremitani, che sorge nella piazza omonima. Qui trasferito alla fine dell’Ottocento - e restaurato di recente - il complesso è formato dalle raccolte che derivano dal vecchio Museo del Santo, in cui era confluito il precedente Museo Civico cittadino. Agli Eremitani sono confluiti, infatti, il Museo archeologico (o sezione archeologica); il Museo d'arte medievale e moderna, che comprende la Pinacoteca, la Quadreria Emo Capodilista, la Raccolta dei Bronzetti e delle Placchette, il Museo d’arti applicate e decorative, la Collezione lapidaria, altre raccolte minori; il Museo Bottacin.
Alla parte del complesso propriamente museale va aggiunta la Cappella degli Scrovegni, con i celebri affreschi di Giotto, che sorge nella vicina area dell'anfiteatro romano: per la sua importanza e complessità, la Cappella sarà descritta e analizzata in una scheda apposita.

MUSEO ARCHEOLOGICO
Il primo nucleo del Museo risale al lascito dell'abate Giuseppe Furlanetto (1825), arricchito in seguito da altre donazioni. L'attuale allestimento - iniziato nel 1985 e concluso di recente con l’apertura di nuove sale - prevede un percorso che si sviluppa in sedici sale. Qui è documentata la vita dell’agro patavino, dalla protostoria all’età romana, privilegiando gli ordinamenti cronologici e topografici.
Il percorso museale è scandito da varie sezioni: la preromana, la romana, l’egizia, l’etrusca e la paleocristiana. Importanti gli 88 pezzi - tra cui stupendi candelabri - della "Tomba dei vasi borchiati" (700 a.C.). Notevole è anche la sezione romana, che comprende vari reperti, quali: la testa di Augusto (I secolo), il busto di Sileno (II secolo a.C.), il monumento di Claudia Toreuma (liberta di Tiberio), l’edicola sepolcrale dei Volumni, d'età augustea. La sezione egizia comprende alcuni reperti archeologici scoperti dal famoso esploratore padovano G.B. Belzoni.
Il Museo comprende un’interessantissima mostra dedicata alle armi dell’antichità, che illustra l’origine e lo sviluppo - nel mondo antico - di alcuni strumenti di difesa, di difesa, o usati per la caccia, che molto hanno influito sulla sopravvivenza dell’uomo. Gli oggetti provengono soprattutto dal territorio padovano. Sono selci del Neolitico, in prevalenza cuspidi di freccia e pugnali; dell’Età del Bronzo, c’è una bella spada a codolo piegato, punte di lancia ed asce in lega di rame e in bronzo, alcune delle quali sono simili a quella rinvenuta con l'Uomo del Similaun. D’epoca romana sono le curiose ghiande-missili in piombo, ossia i proiettili usati dai frombolieri, e alcuni reperti collegati al mondo dei gladiatori. Infine, vi sono esemplari di armi longobarde, quali gli scramasax, pesanti coltellacci da combattimento tipici dei popoli franco-germanici nell'alto medioevo.

MUSEO D’ARTE MEDIEVALE E MODERNA
Il Museo si trova al primo piano del complesso e si compone di varie collezioni.

  • La Pinacoteca è la collezione più rilevante. Formata a partire dalla fine del Settecento, essa raccoglie circa 3000 opere, che provengono da istituzioni religiose e cittadine, nonché da donazioni private. Oltre ad una preziosa croce di Giotto e ad alcune tavole del Guariento (pittore di corte dei Carraresi), sono esposte opere di Veneziano, Giovanni da Bologna, Squarcione, Bellini, Romanino, Paolo Veronese, Tintoretto, Costa, Padovanino, Piazzetta, Giorgione, Tiziano e Tiepolo e un’ampia panoramica della pittura veneta dal Quattro al Settecento.
  • La Quadreria Emo Capodilista. Più di cinquecento dipinti della pinacoteca costituiscono la collezione che il conte Leonardo Emo Capodilista donò al Comune di Padova nel 1864. Questa collezione comprende - tra l’altro - preziose tavole di Giorgione e di Tiziano e magnifici quadri di Palma il Giovane e di Quentin Metsys.
  • La Raccolta dei Bronzetti e delle Placchette. Formata soprattutto da lasciti, presenta opere rare, spesso pezzi unici, di bronzisti italiani e stranieri.
  • Il Museo d’arti applicate e decorative. E’ una sezione (del Museo d’Arte Medievale e Moderna), che contiene una preziosa raccolta di mobili, gioielli, tessuti, ceramiche e avori, circa 20.000 incisioni, quasi 3.000 disegni. Dal 2004 questa sezione è esposta a Palazzo Zuckermann.
  • La Collezione lapidaria è allestita nel chiostro minore del complesso. I pezzi conservati rappresentano testimonianze - spesso uniche - di edifici da tempo scomparsi. Con questi reperti è possibile ricostruire, almeno in parte, l’antica immagine della città e i cambiamenti che la storia vi ha apportato.


MUSEO BOTTACIN
Nato tra il 1865 e il 1870, per il lascito di Nicola Bottacin, il Museo contiene 50.000 pezzi, tra monete, medaglie e sigilli ed è una delle collezioni numismatiche più importanti al mondo. Di gran valore sono le monete venetiche (secoli IV-II a.C.), ma preziosi sono pure i medaglioni romani degli imperatori Adriano, Settimio Severo e Magnenzio, il ducato aureo di Francesco I da Carrara, la coppa d'argento dorato di Melchiorre Mayr (secolo XVI). Inoltre, il Museo espone dipinti e sculture, acquistati dal Bottacin per la sua villa triestina. Nei dipinti è possibile individuare due tematiche principali: il soggetto religioso-morale e la scena di genere: Le sculture rivelano una predilezione per un classicismo romantico che unisce la perfezione dei canoni classici con l'espressività, lo spirito e le tematiche del realismo romantico.
La biblioteca del Museo, fra le specializzate, è una delle più importanti d'Europa. Comprende attualmente circa 25.000 volumi e opuscoli di numismatica, araldica, glittica, sfragistica, nonché le raccolte complete delle principali riviste numismatiche che si pubblicano nel mondo.
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