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Sabato 19 Aprile 2014, San Leone IX
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Casa del Petrarca

Padova / Italia
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Il Petrarca giunse per la prima volta a Padova nel 1349, su invito di Jacopo II da Carrara, signore della città. Aveva 45 anni ed era celebre in tutta Europa come storico, filosofo e poeta latino. Qui fu accolto con grandissimi onori da autorità e popolo e venne ospitato nella splendida reggia carrarese. Poco dopo Iacopo II gli offerse il canonicato, un beneficio annuo di 200 ducati d’oro e una casa presso la cattedrale. In questa “casa canonicale” - in cui aveva riunito la sua preziosissima biblioteca - il Petrarca visse serenamente, lavorando ad alcuni dei suoi capolavori tra i quali l'Africa, il Canzoniere e i Trionfi.
Quando si parla della Casa del Petrarca, generalmente ci si riferisce alla seconda casa, quella che il poeta abitò - vent’anni dopo - ad Arquà, piccolo paese sui Colli Euganei, poco distante dalla città. Nel 1369 il Petrarca, stanco di viaggiare e ormai anziano e malato, scelse Arquà come ultima dimora. Qui trascorse in pace gli ultimi anni di vita, circondato da amici e familiari. Qui morì nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1374, reclinando il capo sui suoi amati libri.
Sembra che la casa sia stata donata al poeta da Francesco I da Carrara, signore di Padova. In ogni modo, il Petrarca decise di restaurare la costruzione preesistente, per adattarla alle sue esigenze, e seguì personalmente i lavori. Per sé e per la famiglia riservò la parte inferiore dell’edificio, mentre alla servitù fu riservata la parte rustica, situata più in alto. Sul davanti si apriva il giardino, sul retro il brolo. All'interno della casa il poeta fece modificare la distribuzione delle stanze: la sala a ovest fu divisa in due per ricavarne un piccolo studio, mentre la stanza centrale - illuminata da una pentafora dalla parte del giardino e chiusa da un camino dalla parte del brolo - fu trasformata in salone di rappresentanza. Le finestre furono rifatte in stile gotico e furono aggiunti due balconi e tre camini.
Dopo il Petrarca, la casa ebbe diversi proprietari, ma non subì grandi modifiche. Alla metà del Cinquecento - per volontà di Paolo Valdezocco - furono dipinti gli affreschi che ancora esistono, ispirati alle poesie del Petrarca e fu aggiunta la loggetta esterna da cui ancor oggi si accede al primo piano. Dopo altri passaggi di proprietà, che rispettarono però sempre la memoria del poeta, il cardinale Pietro Silvestri nel 1875 lasciò la casa in eredità al Comune di Padova. Lunghi restauri conclusi nel 1985 hanno eliminato dall'edificio le inutili aggiunte, senza però ripristinare l'antico ingresso. All'interno si trovano esposte alcune edizioni degli scritti del poeta e varie testimonianze dell'ammirazione che gli è stata tributata nei secoli. In questa piccola casa-museo, ancora circondata dal verde, sono rimasti anche alcuni oggetti familiari al poeta: la sua sedia e la leggendaria gatta imbalsamata.
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