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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Caffè Pedrocchi

Padova / Italia
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Il Caffè Pedrocchi è un locale conosciuto in tutto il mondo, uno dei tre simboli di Padova, con il Prato della Valle e la Basilica del Santo. Su commissione di Antonio Pedrocchi, l’ambiente fu progettato - in forme neoclassiche - dall’architetto veneziano Giuseppe Jappelli, e inaugurato nel 1831. Pochi anni dopo, nel 1838, il Caffè fu ampliato, con l’aggiunta - sul fianco sud - dell’elegante costruzione neogotica del “Pedrocchino”. Nella facciata a nord s’aprono due porticati con belle colonne doriche e quattro leoni in pietra. L’edificio si erge su due piani:

  • il pianterreno costituisce la caffetteria vera e propria, con le sale per gli avventori e i locali di servizio. Le sale prendono il nome dal colore della rispettiva tappezzeria. Particolarmente famosa è la Sala Bianca, che porta ancora il segno del proiettile austriaco sparato durante i moti del 1848;
  • il piano nobile ospita alcune belle sale (sala Rossini, sala egizia ecc.), decorate con stucchi, tendaggi e lampadari tipicamente ottocenteschi ed attualmente utilizzate per mostre ed esposizioni temporanee.


Il Pedrocchi è importante per la sua storia: rappresenta uno spaccato della vita padovana degli ultimi due secoli. Fin dall’inizio - per la sua posizione centrale, prossima all'Università - il locale divenne centro della vita culturale e commerciale della città. Fu chiamato “il caffè senza porte” perché rimaneva sempre aperto, anche di notte; fu frequentato da studenti, artisti, letterati e patrioti e fu teatro dei moti risorgimentali studenteschi del 1848. Alcune targhe ricordano i nomi di illustri visitatori: Ippolito Nievo, Arnaldo Fusinato, Gabriele D'Annunzio, Eleonora Duse, Filippo Tommaso Marinetti. Stendhal, che pure lo ha visitato, ha definito il Pedrocchi “le meilleur d’Italie”. Di proprietà comunale dal 1891, il Caffè ospita le “Gallerie del Pedrocchi” ed il “Museo del Risorgimento e dell’Età contemporanea”.
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