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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Basilica del Santo

Padova / Italia
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La Basilica di Sant'Antonio, conosciuta semplicemente come “il Santo”, è la più importante chiesa di Padova e uno dei monumenti sacri più celebri e visitati del mondo intero. La sua costruzione ebbe inizio nel 1232, un anno dopo la morte di Sant'Antonio, e si protrasse fino al 1310. Il corpo del Santo era stato sepolto, secondo il suo desiderio, nella chiesetta di Santa Maria Mater Domini, accanto al convento da lui fondato nel 1229. Questa chiesetta è il nucleo da cui parte la costruzione della Basilica, che ora la incorpora col nome di Cappella della Madonna Mora.
Dal punto di vista architettonico, la Basilica costituisce un gigantesco edificio - unico al mondo - in cui si fondono armonicamente concezioni e stili diversi: la facciata è romanico-lombarda, gli archi sono gotici, le cupole bizantine, i campanili, a forma di minareto, richiamano l'arte islamica. L’interno, a tre navate, è a croce latina con transetto largo. La navata centrale è divisa in quattro campate dai pilastri, le navate laterali sono sovrastate da volte a crociera.
La Basilica conserva moltissimi capolavori artistici. Abside e pareti sono decorate da affreschi di Giusto de’ Menabuoi. A Michele Sammicheli si devono il monumento al cardinale Pietro Bembo, e quello in onore del nobile veneziano Alessandro Contarini. Al di là della sagrestia, con armadio quattrocentesco, la trecentesca sala del Capitolo ospita un frammento di Crocifissione attribuita a Giotto e brani di affreschi della sua bottega.
In sintesi, le caratteristiche più importanti della Basilica sono:

FACCIATA
Con pareti a mattoni a vista, è alta 28 metri e larga 37; è decorata da quattro arcate cieche a sesto acuto, una galleria e un rosone.

ALTARE MAGGIORE
Gli straordinari bronzi dell'altar maggiore, ideato ed eseguito da Donatello nel 1443-50, raccontano le storie dei miracoli del Santo. Essi furono smontati e smembrati nel 1591, ma vennero recuperati e inseriti secondo una nuova disposizione, durante il restauro curato da Camillo Boito nel 1895; di Donatello è anche, dietro l'altare, la Deposizione in pietra, mentre il monumentale candelabro (1507-1515) con figurazioni sacre e allegoriche è di Andrea Briosco. Nella parte superiore è ritratta la Madonna con Bambino in trono circondata da santi e sovrastata da un crocefisso.

PRESBITERIO
Furono rifatte tutte le pareti, usando opere del Donatello. Le pareti sono decorate da dodici rilievi in bronzo, opera di Andrea Briosco e di Bartolomeo Bellano, che illustrano scene del vecchio testamento. Particolari sono quelle di Caino e Abele, Il Sacrificio di Abramo, Il vitello d’oro e Sansone che fa crollare le colonne del Tempio.

CAPPELLA DEL TESORO
Di architettura barocca, è stata realizzata nel secolo XVII ed è tra le migliori opere di architettura della città. In questa cappella si conservano i preziosi reliquiari della Basilica, tra cui il Reliquario della Lingua incorrotta di Sant'Antonio, capolavoro di Giuliano da Firenze (1434); vi sono inoltre oggetti di oreficeria e liturgici di cui alcuni risalgono al XIII secolo. Particolari sono le navicelle per incenso, di origine rinascimentale.

CHIOSTRI
Dai pressi della sagrestia si ha accesso ai quattro chiostri, costruiti tra il XIII ed il XV secolo: il primo (del Capitolo) corrisponde al nucleo originario del cenobio; il secondo (del Noviziato), reca monumenti di Giovanni Minello e Andrea Briosco, e comunica con il terzo (del Paradiso), coevo, che conserva nove arcate del precedente duecentesco. Dal secondo chiostro si può passare al quarto (del Generale), iniziato nel 1434; uno scalone sale alla ricca raccolta della Biblioteca Antoniana.

CAPPELLA DI SAN FELICE (O DI SAN GIACOMO)
La cappella, voluta da Bonifacio dei Lupi di Soragna (1372-77) e disegnata da Andriolo de' Santi, reca affreschi di Altichiero da Zevio (Leggenda di San Giacomo, dove appaiono Francesco il Vecchio da Carrara e Petrarca, e Crocifissione) che sono tra le massime espressioni dell'arte del '300. Sopra la cappella, l'organo tardo ottocentesco, che conta 4189 canne.

CAPPELLA DEL GATTAMELATA
La tomba del condottiero venne posta all’interno della Basilica, nella luogo della prima navata destra. Quest’opera fu realizzata completamente da allievi di Donatello.

CAPPELLA DELL’ARCA DEL SANTO
Messe senza interruzioni si celebrano presso questa cappella, disegnata dal Briosco nel Cinquecento e affrescata da G.M. Falconetto. L'altare al centro, su disegno di Tiziano Aspetti (1593), ha sul retro l'arca in marmo verde con le spoglie del Santo. La Tomba (Arca) di Sant'Antonio, vi fu collocata il 14 giugno 1310. Di grande qualità sono anche la decorazione plastica (il soffitto di Giovanni Maria Falconetto accoglie i primi stucchi realizzati nel Veneto, 1533), la Santa Giustina di Giovanni Minello (1513) in una delle nicchie dell'attico e, fra i bassorilievi coevi alle pareti, uno è del Sansovino, uno del Sansovino e Minello ed uno di Tullio Lombardo.

CAPPELLA DELLA MADONNA MORA
Una lapide sopra l'altare ricorda che questa cappella è quanto resta dell'antica Chiesa di Santa Maria Mater Domini, edificata nel 1100 ed atterrata in gran parte per far posto alla fabbrica della basilica. Nel 1852 fu ottimamente restaurata, seguendo le tracce dell'antico stile. Le pareti serbano vestigia di buoni ed antichissimi affreschi. L'altare è foggiato a tabernacolo archiacuto ed è un bell'esempio del gusto del Trecento. La statua della Vergine vi fu posta nel 1396.

CAPPELLA DEI CONTI (O DEL BEATO LUCA BELLUDI)
Dalla cappella della Madonna Mora, resto della preesistente chiesa, si ha accesso alla cappella del beato Luca Belludi o dei Conti (1382), decorata dall'ultimo ciclo d’affreschi eseguito da Giusto de' Menabuoi.

MUSEO ANTONIANO
Costituito nel 1895, ma riaperto al pubblico solo nel 1995, il Museo si trova nei locali del chiostro detto dell’Infermeria ed espone il meglio di una collezione raccolta e catalogata su due direttrici:: le testimonianze della venerazione di Sant'Antonio nel corso dei secoli, e il riordino delle tante opere (dipinti, sculture, paramenti e suppellettili sacre) che avevano perso la loro collocazione originaria. Molto interessante è il settore dell'oreficeria. Preziose opere d’argenteria, in gran parte veneta, e alcune presenze di scuola tedesca rappresentano il cuore di questa sezione. Il Museo comprende inoltre elementi d’affreschi proto-rinascimentali d’ambito giottesco e padovano, dipinti di scuola veneziana con autori come Tiepolo, Piazzetta, Balestra, Pittoni, e Ceruti. Altre opere notevoli sono le statue tardo cinquecentesche di Rinaldino di Francia, le tarsie lignee di Pierantonio degli Abbati raffiguranti prospettive della città, la lunetta del Mantegna già sul portale maggiore della basilica, e le 37 statue dell'altare del Santo Sacramento, cui si accompagnano capolavori esposti a rotazione dal Tesoro.
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