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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Torre Belvedere

Orvieto / Italia
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Si trova a pochissima distanza dal Pozzo di San Patrizio. I ruderi del tempio – scoperti casualmente nel 1828, durante i lavori per la costruzione di una nuova strada, e portati alla luce con gli scavi del Novecento – sono l'unica testimonianza dei numerosi templi etruschi un tempo esistenti ad Orvieto. In città non è rimasto alcun resto di costruzione etrusca poiché, soprattutto sopra i templi, furono costruiti altri edifici di culto, prima romani, poi cristiani.
Il Tempio del Belvedere, tetrastilo, risale probabilmente al V secolo a.C. ed ebbe vita fino alla prima metà del III, grosso modo fino all’arrivo delle legioni romane. Della struttura originaria rimangono solo il basamento, la scalinata d'ingresso, le basi di quattro colonne ed alcuni blocchi perimetrali. Dal grande basamento in tufo che sorreggeva le strutture anche lignee si ricostruisce la pianta con tre celle e pronao con doppia fila di colonne, molto simile a quella del tempio etrusco-italico descritto da Vitruvio nella sua opera De Architectura. Il podio su cui si posava il tempio era largo circa 17 metri e lungo 22 ed era raggiungibile mediante l'ampia scalinata, ancora visibile. Non si sa quale divinità fosse venerata nel tempio: forse un indizio è dato da un’epigrafe dipinta su una coppa, dove si riconosce il nome di Tinia, il probabile Zeus degli Etruschi.
Nel 1920-1924 scavi e ricerche riportarono alla luce, oltre ai resti murari, molti frammenti di terrecotte ornamentali che avevano rivestito il tempio. Questi frammenti sono conservati nel Museo “Claudio Faina”, ove – oltre a molte anfisse – sono pure esposte una testa di uomo barbuto che risale al IV-III secolo a.C. e una testa di vecchio riconducibile al IV.
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