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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Necropoli del Crocefisso del Tufo

Orvieto / Italia
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Posta sul versante nord della rupe di Orvieto, la necropoli risale probabilmente al VI secolo a.C. Il nome deriva da una croce incisa – nel XVI secolo – in una cappella scavata nella roccia. Gli scavi iniziarono ai primi dell’Ottocento, e i reperti furono dispersi in tutta Europa. Gli scavi più significativi si ebbero nel 1961, quando furono scoperte le tombe più antiche e ricostruite le caratteristiche generali dell’area: il materiale fu raccolto ed esposto nel Museo Claudio Faina.
La necropoli è un'area cimiteriale pianificata secondo un impianto ben preciso, che sembra ricalcare gli schemi regolari della città: le tombe, allineate lungo camminamenti diritti, paralleli e perpendicolari tra loro, ricordano i quartieri residenziali urbani. Le tombe visitabili sono una settantina: piccole e ad una camera, hanno pianta rettangolare (3 metri x 2) e carattere monofamiliare. La tomba tipica è costruita con enormi blocchi di tufo e contiene un piano per la deposizione del feretro. Uno strato di terra piatto ricopre il sepolcro, individuabile grazie a “cippi”, diversi per gli uomini e per le donne. Gli Etruschi credevano nell’aldilà: accanto al cadavere ponevano quindi il corredo funerario, costituito da oggetti personali e da vasi di diversa forma e materiale. Alla tomba si accede da un piccolo ingresso: sui gradini poggia la porta, costituita da un grosso blocco di tufo in forma di parallelepipedo. In genere, sopra l'ingresso è posta un’iscrizione in etrusco, col nome del defunto o l’indicazione del suo lignaggio.
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