Login / Registrazione
Venerdì 9 Dicembre 2016, San Siro
Paolo Groppo - Copyright
follow us! @travelitalia

Duomo di Orvieto

Orvieto / Italia
Vota Duomo di Orvieto!
attualmente: 09.06/10 su 17 voti
Il Duomo di Orvieto è un vero e proprio capolavoro dell’architettura romanico-gotica in Italia. La costruzione dell’edificio iniziò nel 1290 e durò a lungo. La facciata si deve in gran parte al senese Lorenzo Maitani, che modificò il primitivo disegno monocuspidale – attribuito ad Arnolfo di Cambio – in tricuspidale, e la condusse fino al rosone (1321-1337). Fu continuata da vari architetti; la cuspide centrale e le torri furono terminate dal Sanmicheli e dal Sangallo (1514-1532). I bassorilievi sono della scuola di Nicola e Giovanni Pisano. Dell'interno si ignora chi fosse il primitivo architetto. I lavori furono diretti per vari anni da Fra’ Bevignate, a cui successero il Maitani ed altri. Nel 1337 era già fabbricata la volta della crociera. Nel 1347, con Andrea Pisano, fu cominciato il pavimento a lastre di marmo rosso. Alla metà del Trecento, Nino di Andrea Pisano innalzò la cappella del Corporale. Nel 1397 si decise di innalzare la cappella della Madonna di San Brizio, ma i lavori cominciarono solo nel 1408-1409, e furono compiuti verso la fine del secolo.
La facciata è alta 53 metri e larga 40. Quattro eleganti torri si slanciano in alto, sorrette da grandi pilastrini e terminate da svelti pinnacoli. Fra i pilastri si aprono tre porte (due ai lati ed una più grande in mezzo), sormontate da cuspidi. A metà dell'edificio corre per tutta la larghezza un loggiato, su cui s'innalzano due cuspidi laterali; una cuspide centrale poggia su un frontone quadrato che ha nel mezzo uno stupendo rosone a traforo, opera dell’Orcagna. I pilastri sono adorni di bassorilievi, il frontone quadrato di statue, e il rimanente di mosaici. L’insieme, armonico e di estrema finezza, fa del Duomo di Orvieto un edificio unico. Nella facciata settentrionale è una porta del secolo XIII con architrave in bronzo, rappresentante il miracolo di Bolsena, opera di Adolfo Cozza. Nella facciata meridionale è pure una porta del secolo XIII, con architrave in bronzo che rappresenta Gesù tra gli apostoli: è opera del Rosso di Perugia.
L’interno è di tipo basilicale, a tre navate. La navata centrale è lunga m. 60,25 e larga 17,35, ed è sorretta da entrambi i lati da sette colonne alte m. 11,22. Le ali laterali sono coperte di marmi a strisce bianche e grigie. Il tempio, in cui le bifore snelle sui fianchi e il grande finestrone nel fondo fanno scendere una luce mite e velata, è improntato a grandiosità ed a severa eleganza. Appena entrati, si ammira la cinquecentesca pila dell'acqua santa, riccamente lavorata, il fonte battesimale di Luca di Giovanni e di altri (compiuto in due epoche diverse), e nella navata sinistra la bellissima Madonna col bambino, di Gentile da Fabriano (1425). Nella navata maggiore sono varie statue che, per dimensioni e diversità di stile, contrastano con le eleganti linee del tempio. Il pulpito, intagliato in noce nel 1636, e la facciata dell'organo grande sono stati disegnati da Ippolito Scalza.
Nel transetto sono da ammirare: le trecentesche grate di ferro; l'Altare dei Magi in marmo, scolpito su disegno del Sanmicheli da Gian Battista da Siena, dal Sangallo, da Simone Mosca e Raffaello da Montelupo; l'altare della Visitazione, scolpito su disegno di Simone Mosca da Francesco Mosca, da R. da Montelupo, da Vico e Ippolito Scalza e da G. Domenico da Bersuglia. Qui si notano le vetrate egregiamente rifatte dal Moretti, e varie statue: Adamo ed Eva e Cristo e la Vergine, di R. da Montelupo; Cristo legato alla colonna, del Mercanti; l'Ecce homo dello Scalza. Dal transetto si accede alla cappella maggiore o tribuna, a sinistra della quale è la Cappella del SS. Corporale, e a destra quella della Madonna di San Brizio.
  • Nella Cappella maggiore è il grande finestrone, opera di Giovanni di Bonino, e di Fra’ Francesco di Antonio (1325 e 1401); a fine Ottocento è stato rifatto dal Moretti. Vi sono rappresentati i profeti e alcune storie della vita di Gesù. Nel coro, che gira intorno alla cappella, sono due ordini di stalli intarsiati e intagliati da G. Ammannati (1329) e dal Minella, che lo finì nel 1449. E’ stato rifatto nell’Ottocento da N. Palmieri e figli. Molte delle pitture che adornano questa cappella, sono rovinate dall'umidità. Rappresentano storie della vita della Madonna, santi, profeti, patriarchi ecc. Autori di essi furono Ugolino d'Ilario e Pietro di Puccio nel secolo XIV, e Giacomo da Bologna, Antonio da Viterbo e il Pinturicchio nel secolo XV.
  • Nella Cappella del SS. Corporale, innalzata nel 1350 sopra archi di contrafforti gettati dal Maitani, si vedono storie del Sacramento e del Corporale nelle pareti, e rappresentazioni tolte dall'antico testamento, e profeti e dottori della Chiesa effigiati nelle volte. La cappella fu affrescata da Ugolino d'Ilario, da Domenico di Meo e da Fra’ Giovanni Leonardelli, tutti orvietani (1364). Nell’altare laterale vi è pure una bellissima tavola di Filippo Lippi, che rappresenta la Madonna dei Raccomandati. Ma la cosa più pregevole della è il reliquiario del Corporale, racchiuso in un’edicola marmorea di stile gotico con mosaici, del secolo XIV. Questo reliquiario è in argento smaltato, alto m. 1,39, largo 0,63, e pesa 400 libbre; è un'opera di bulino stupenda e finissima, dovuta ad Ugolino di Vieri (1338). Nella fronte anteriore sono rappresentate storie della Vergine, del miracolo di Bolsena e di Cristo; nella fronte posteriore, meglio conservata, sono riprodotte La Passione, la Morte e la Risurrezione di Gesù Cristo. Questo reliquario venne commesso per racchiudervi il Corporale del miracolo di Bolsena (un sacerdote che dubitava della transustanziazione, vide scaturire il sangue dall'ostia mentre celebrava la messa; ne rimase macchiato il Corporale, cioè il lino su cui il sacerdote posa l'ostia). La storia fu riprodotta da Ugolino da Ilario nella parete destra della cappella medesima, ma storie di simili miracoli sono pure effigiate nella parete di faccia. La bella cancellata in ferro che chiude la cappella è opera di Giovanni di Michele da Orvieto (1366).
  • Nella Cappella della Madonna di San Brizio si ammirano le pitture dell'Angelico e del Signorelli. La cappella fu iniziata nel 1408. Nel 1447 il Beato Angelico cominciò a dipingerne la volta, con raffigurazioni di Cristo nella gloria degli angeli e dei profeti, ma l'opera fu interrotta dopo soli tre mesi e mezzo, e fu condotta a termine dal Signorelli. Questi ne dipinse pure le pareti, rappresentandovi con grande maestria la Predicazione dell'Anticristo, il Finimondo, la Resurrezione, I dannati e gli eletti. La base di queste bellissime e tremende composizioni è a pilastri. Tra un pilastro e l'altro sono arazzi arabescati, nel cui centro s'apre un vano, che incornicia una mezza figura, i ritratti di Dante, Virgilio, Omero, Orazio, Ovidio e Lucano. Intorno a ciascun poeta sono riprodotti episodi dei rispettivi poemi. Nella cappella si ammira il gruppo marmoreo della Pietà (o della Deposizione dalla Croce), scolpito da Ippolito Scalza (1579), in cui campeggia la stupenda figura emaciata del Cristo morto. Bella è infine la cancellata di ferro che chiude la cappella, opera di Gismondo da Orvieto (1516).
Condividi "Duomo di Orvieto" su facebook o altri social media!