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Procida

Napoli / Italia
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L'isola di Procida, l'isolotto di Vivara e la maggiore isola d'Ischia costituiscono il gruppo delle isole Flegree, continuazione dei Campi Flegrei, con cui condividono l'origine vulcanica. Procida, che gli antichi chiamavano "Prochyta", è costituita da quattro crateri: Solchiaro, Pizzico, Terra Murata e Pozzovecchio; l'isolotto di Vivara, un tempo unito a Procida nella parte Sud-Est, rappresenta un quinto cratere. La storia di quest'isola è legata a quella di Ischia fino a tutto il Settecento.
Secondo alcuni, dai Greci dell'Eubea (VII-VI sec. a.C.) le fu dato, insieme all'isola d’Ischia, il nome di Phitecusa, che significa "isola delle scimmie" ossia dei malefici Cercopi, mitici abitatori delle isole vulcaniche. Gli Eubei (Eretriesi) furono poi costretti a fuggire (fine VI sec. a.C.) sulla costa campana per l'eruzione del Montagnone nell'isola d’Ischia, avvenimento ricordato anche da Plinio e da Strabone.
Quando nel 474 a.C. Gerone di Siracusa, chiamato in aiuto dai Cumani, vinse in battaglia navale gli Etruschi, occupò sia Ischia sia le isole vicine. Messo anche lui in fuga da un'eruzione del 470 a.C., le isole furono occupate dai Napoletani, poi dai Romani e subirono anche invasioni barbariche. In seguito l'isola divenne feudo di Giovanni Da Procida (1210-1298), dei Cossa (1339-1529) e della famiglia d'Avalos (1530-1743).
L’isola subì poi l'occupazione britannica per ben tre volte: nel 1799, quando sorse la Repubblica Partenopea; nel 1806-1809, nel periodo francese contro Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, e nel 1813, come garanzia del trattato con cui il Murat entrava nell'alleanza contro Napoleone.
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