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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Palazzo Filomarino della Rocca

Napoli / Italia
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La sua fondazione risale all’età angioina. Nel secolo XIV la famiglia Brancaccio volle costruire la propria dimora presso la cittadella monastica di Santa Chiara, che a quel tempo stava particolarmente a cuore al re Roberto e alla regina Sancia. In effetti, la fondazione dell’importante monastero francescano, posto al margine occidentale della città, contribuì ad attrarre l’interesse delle grandi famiglie napoletane per quest’area urbana fino allora periferica.
Del palazzo medioevale restano solo i frammenti di due archi lungo le pareti dello scalone, opera di Ferdinando Sanfelice; al principio del XVI secolo, l’edificio fu ricostruito dai nuovi proprietari, i Sanseverino, con l’intervento di Giovan Francesco di Palma, che realizzò il monumentale portico del cortile. Un nuovo intervento di restauro si rese necessario nella seconda metà del Seicento per riparare, o meglio costruire, l’ala superiore dell’edificio, andata distrutta durante la sommossa di Masaniello, quando gli spagnoli, per snidare i rivoltosi asserragliati nell’edificio, lo presero a cannonate. Nel Seicento, i nuovi proprietari, i Filomarino della Rocca, intrapresero ulteriori lavori di trasformazione. A questo nuovo intervento appartiene il bel portale di Ferdinando Sanfelice. Infine, nell’Ottocento fu aggiunto un terzo piano. Nel palazzo visse e morì Benedetto Croce, filosofo e storico napoletano, che qui fondò, nel 1947, l’Istituto Italiano per gli studi storici. Al secondo piano sono conservati 80.000 volumi del Croce e 40.000 volumi dell’Istituto.
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