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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Basilica di San Lorenzo Maggiore

Napoli / Italia
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Preziosa testimonianza della vita artistica e culturale della Napoli del Trecento (qui il Boccaccio conobbe la donna cantata col nome di Fiammetta, e nel convento soggiornò il Petrarca), il complesso di San Lorenzo è anche uno straordinario esempio di stratificazione architettonica. Sorse nel 1270 per volontà di Carlo d’Angiò sull’area di una chiesa paleocristiana del VI secolo e del precedente macellum d’epoca romana, là dove nel 1234 si era insediata la prima comunità francescana di Napoli; i lavori, avviati da architetti giunti dalla Francia al seguito di Carlo I, proseguirono poi, dopo una fase di interruzione, con maestranze locali. La fabbrica angioina subì poi diverse trasformazioni dal Cinquecento, quando per le esigenze liturgiche della Controriforma fu chiusa la zona absidale, al Settecento, quando fu interamente ristrutturata, insieme al chiostro adiacente, in forme barocche.
All’inizio del Novecento, dopo un periodo d’abbandono dovuto anche all’allontanamento dei Francescani nel 1866 seguito dalla chiusura della chiesa nel 1905, con un radicale intervento di restauro fu riportata alle originarie forme medievali, ad eccezione della facciata.
Nell’ex refettorio dei frati accessibile dal chiostro, vasto ambiente risalente al 1230, dal 1442 si svolsero le riunioni del Parlamento del Regno e degli Eletti dei Seggi cittadini (antiche circoscrizioni), ricordate dai relativi stemmi apposti al portale quattrocentesco di accesso al convento, sottostante il campanile (1487-1507); il balcone è stato disegnato da Lorenzo Vaccaro, (1691).
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