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Sabato 10 Dicembre 2016, Madonna di Loreto
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Garda

Monte Baldo / Italia
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CENNI STORICI
Il paese è d’origini antichissime, e conserva ancora in parte la sua impronta medioevale, con resti di torri e di mura. Ai piedi della cosiddetta Rocca sono stati ad esempio ritrovati palafitte e utensili dell'età del bronzo, mentre si sa che frammenti d’edifici romani sono stati scoperti ancora in scavi del 1662, quando furono gettate le fondamenta dell'eremo dei Camaldolesi.
Nel Medioevo Garda fu sempre il centro della Giudicaria Gardense, distretto amministrativo che comprendeva, con i paesi del lago, anche quelli dell'entroterra, fino a Bussolengo: dalla Giudicaria derivano anche le successive forme amministrative che facevano capo ad un Capitanato del Lago il quale - con sede a Malcesine - esercitava il suo potere sui Comuni rurali della zona. Non deve dunque stupire, se sulle sponde del lago la località che sembra aver ospitato il più importante insediamento longobardo è ritenuto lo sperone roccioso posto tra le attuali Garda e Bardolino, chiamato appunto "La Rocca". L’importanza di tale insediamento si accrebbe, infatti, ulteriormente nel IX e X secolo, quando Garda divenne il centro principale della Giudicaria, e fu chiamata civitas.
Deriva dal Comune rurale la stessa Corporazione degli originari, che ha la sua sede a Garda e della quale fanno parte tutti i discendenti degli antichi originari del luogo. Nata nel lontano 1452, quest’associazione vanta i suoi diritti sulla pesca del pesce nelle acque del lago, diritti che furono allora acquistati per la somma di 4.000 ducati. I diritti erano tutelati dalla Serenissima e furono rispettati persino da Napoleone e riconosciuti dal Regno d'Italia. Ancor oggi, ogni anno, nella festa di San Bernardo, vengono distribuite fra gli originari le quote del ricavato dell'affittanza della pesca. Il primo documento che riguarda la Corporazione degli Antichi Originari di Garda, allora tutti pescatori, è l’atto di transazione fra il nobile Andrea Becelli e Bonaventura Stagnati da Garda, assieme alle Comunità di Torri e Sirmione, riguardante la vendita della peschiera del Vo', avvenuta il 16 settembre 1452. Erano sicuramente occorsi alcuni lustri prima di arrivare al concordato: anni di sofferenze, d’angherie subite, di sotterfugi cordialmente ricambiati, di liti, di denunce, di reti sequestrate, di fantasiosi espedienti per abborracciare un pasto, il lago essendo allora la vita.

DA VEDERE
Le chiese.
  • La pieve di Garda è una delle più antiche della zona, perché nel sec. X aveva già un capitolo di canonici facenti vita comune, nonché chierici dislocati a Torri e a Bardolino. Nel 1522 venne unita all'Ospedale Maggiore di Brescia. Dedicata a Santa Maria, la pieve fu ricostruita dopo il terremoto del 1117 e quindi rimodernata e modificata nel 1824. Il suo campanile fu costruito nel 1571. Dell'antica costruzione medievale della pieve rimangono tracce murate nel campanile e nel chiostro.
  • La chiesa di Santo Stefano è a fianco della strada che attraversa il paese, vicino al torrente della SS. Trinità. Esisteva di certo prima del 1687, data scolpita su una parete esterna. Nel 1877 fu innalzata e restaurata.
  • Notevole anche la chiesa di S. Bernardo, che risale al principio del sec. XIV (forse 1305). Fu ampliata nel 1872 e nel 1890.
  • Anche la chiesa di San Carlo, sulla strada che da Garda va a punta San Vigilio, è chiesa di un certo interesse: appartenne alla famiglia Becelli e fa ora parte del complesso di villa Albertini.


Le ville.
  • Il "Palazzo" già Carlotti a Lungolago, da quanto rimane, appare d’eleganti forme cinquecentesche, con scala esterna nella facciata sud e con torre. Aveva ampio giardino cinto da mura e prospiciente il lago, su la cui riva - ora percorsa da strada pubblica - rimane la caratteristica Loggia, già facente parte della villa e che serviva di darsena e di belvedere. La tradizione la dice sammicheliana; e forme sammicheliane mostrano anche le superstiti parti architettoniche del "palazzo", nel cui interno assai trasformato, restano alcune belle porte e il soffitto a travatura scoperta di un gran salone, ora suddiviso in vari locali.
    o La villa Albertini è situata in una meravigliosa posizione, al centro del golfo di Garda. D'architettura composita, è sorta e s'è via via ampliata su un'antica proprietà dei Becelli. Le sue maggiori attrattive consistono nell'immenso parco, che s’estende su per la collina e nel quale sono vari edifici minori: torri, belvedere, tempietti, chioschi, serre, cedraie, oltre a viali e fontane.
    o La villa Canossa a Scaveaghe è d’origine cinquecentesca. Già dei Carlotti, trasformata e ampliata dall'architetto Franco nell’Ottocento, ora ha linee ottocentesche, di una certa fastosità. Ricca d’opere d'arte, in stupenda posizione, sotto il monte roccioso che da Garda si protende verso San Vigilio, essa ha un vasto parco all'intorno e, davanti, un bel giardino.
  • La rocca.
    Una celeberrima "Rocca" - detta della Regina - sovrastava il capoluogo (a m. 294 d'altitudine) e dominava il lago almeno fin dall'età longobarda: i documenti medievali la nominano spesso, assieme ad altre rocche e castelli che insistevano nel golfo. Un'altra rocca sembra essere stata costruita nel luogo dove adesso c'è l’Eremo (a m. 309 d'altitudine) e un "Castellum de Garda plana", in basso sul lago, sembra riferirsi proprio al centro abitato. Delle rocche la più famosa è quella nella quale fu imprigionata la sventurata regina Adelaide di Borgogna. Dalle pendici inferiori della Rocca di Garda provengono numerosi i ritrovamenti d’epoca longobarda, scoperti nell'arco del ventesimo secolo. Non è possibile affermare con sicurezza quante tombe siano state finora scoperte e, soprattutto, come fosse strutturato l’insediamento, ma si affermare che, durante la seconda metà del VII secolo, le pendici inferiori della Rocca di Garda furono usate come area cimiteriale.
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