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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Ala

Monte Baldo / Italia
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CENNI STORICI Fondata dai Romani, Ala è sempre stata zona di passaggio, un importante punto strategico, dal punto di vista sia militare sia economico. Fin dai primi tempi, Ala si è sviluppata in forma bipolare: la parte più antica sorgeva attorno al “castrum”, mentre il nucleo abitato - di origine più recente - era situato più in basso. Il castello svolgeva una funzione difensiva ed era circondato dalla zona residenziale, mentre nel sobborgo si svolgeva la vita economica del villaggio. In epoca medievale prese corpo la struttura urbana dell’abitato, ma la struttura bipolare si mantenne nei secoli, riflettendo la composizione della società urbana: da una parte i “tererj”, gli antichi cittadini, impegnati nell’agricoltura di sussistenza, nella coltivazione del bosco e nella pastorizia; dall’altra i “foresi”, artigiani e commercianti provenienti dall’esterno, che sfruttavano la presenza l’arteria dell’Adige e la vicinanza dei centri di Verona e Bolzano. In quest’epoca furono anche sviluppati i sistemi difensivi, con l’erezione delle “bastite”, torri di legno che sorgevano in una vasta area a guasto, a sud dell’abitato, e dalle quali si poteva controllare tutta la vallata. Il centro era poi ben difeso da una serie di porte sulle strade principali d’accesso. Nel ’500 si svilupparono la coltivazione del gelso e l’allevamento del baco da seta, attività giunte nella valle già nel ‘400 durante la dominazione veneziana; nel secolo XVII infine iniziò pure la produzione dei velluti di seta, destinati ai mercati europei. Nel corso del ‘600 e del ‘700 la città di Ala visse il massimo del proprio splendore economico ed un intenso fermento culturale. A partire dalla seconda metà dell’800, con la crisi del settore della seta, emersero nuove attività commerciali, legate alla costruzione della ferrovia del Brennero. Ala divenne tra la fine Ottocento e inizio Novecento stazione internazionale: la presenza delle dogane italiana ed austriaca, di grandi case di spedizione e di strutture alberghiere fu sostanziale per una rinascita della città. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, con l’annessione del Trentino all’Italia, è venuta meno la centralità del territorio di Ala, inteso come frontiera e passaggio nodale dei grandi traffici europei.

ARCHITETTURA ED ARTE
Le chiese
  1. La parrocchiale di Santa Maria Assunta, ha mantenuto nei secoli una funzione simbolica e rappresentativa per tutta la comunità. Di antichissime origini, è considerata come una cappella annessa all’antico castello distrutto durante le lotte medievali che divisero i Principi Vescovi di Trento e i Castelbarco.
  2. La chiesetta di San Pietro in Bosco, la cui leggenda narra che Teodolinda, figlia del duca di Baviera, Garibaldo, si sia incontrata con il suo futuro sposo Autari, terzo re dei longobardi.
  3. Il santuario di San Valentino, antico luogo di culto situato lungo il percorso che costeggia l’antica “strada romana”.
I palazzi
  1. I due palazzi Pizzini. La più antica delle due strutture si affaccia su Via Nuova, risale alla seconda metà del XVII secolo ed è sede del Museo del Pianoforte Antico e dell’Accademia Internazionale di interpretazione musicale su strumenti d’epoca. Il secondo palazzo, anticamente unito al primo, è uno dei più autorevoli esempi di architettura barocca della Val Lagarina. Vi soggiornarono Francesco I e M. Teresa d’Austria, altri imperatori e principi, intellettuali ed artisti, fra cui Mozart.
  2. Palazzo Angelici. La sua struttura attuale risale al ‘600, ma il nucleo originario risale al XV secolo. Due lapidi ricordano che il palazzo ospitò personaggi illustri: Carlo V, Massimiliano II, Carlo VI.
  3. Palazzo de Gresti. E’ un esempio di architettura tardo-barocca, con una facciata dai lineamenti essenziali impreziosita da un bel portale settecentesco. Gli interni riassumono l’origine nobiliare. Nel ‘600 e nel ‘700 fu sede della giurisdizione civile del Vicariato e residenza del Capitano di Giustizia.
  4. Palazzo Zanderighi, sede della biblioteca comunale, che ospitò San Carlo Borromeo nel 1565.
  5. Palazzo Taddei, risalente al periodo veneziano (XV sec.), rimane testimonianza della vitalità e della ricchezza della classe forestiera di un tempo.
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