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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Palazzo Ducale

Modena / Italia
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Il Palazzo ducale di Modena ha un passato lungo e travagliato. In origine era un castello, utilizzato fin dalla sua costruzione come fortezza: apparteneva agli Estensi fin dal Duecento, quando Obizzo d’Este lo fece fortificare, per motivi di difesa. Situato in posizione strategica, questo primo castello - controllava le vie di comunicazione con Ferrara, il Po e l'Adriatico - ebbe vita breve: nel 1306, con la rivolta popolare che cacciò il signore d'Este, fu distrutto. Solo nel 1340, con il ritorno degli Estensi, fu decisa la costruzione di una nuova roccaforte, quale base politico-militare del loro dominio su Modena.
Nel 1598 gli Estensi furono cacciati da Ferrara, e da quel momento, il palazzo di Modena divenne residenza ufficiale dei duchi stessi. Successivamente però il Palazzo fu sede di governi, amministrazioni ed enti pubblici. Dal 1814 al 1859 la sua funzione cominciò ad essere pubblica, e, infatti, esso ospitò uffici, biblioteche, pinacoteche ed archivi; a in poco più di vent’anni questi enti furono trasferiti altrove, lasciando così il posto a un’istituzione che tuttora vi risiede: l’Accademia Militare.
La costruzione del Palazzo attuale - ottimo esempio d’architettura barocca - ebbe inizio nel 1635, per volere di Francesco I d'Este, e su disegno dell'architetto Gaspare Vigarani, presto sostituito da Bartolomeo Avanzini. Alla costruzione parteciparono in vario modo anche Pietro da Cortona, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini.
La facciata, restaurata di recente e caratterizzata dal cromatismo dei marmi, si presenta con tre ordini di finestre poggianti su doppie cornici, comprese fra due torri angolari. Il torrione centrale è invece alleggerito da una loggia a tre arcate e dalla loggia dell'orologio. Le colonne, che sostengono la balconata e affiancano il portale principale, inquadrano le statue di Ercole e di Emilio Lepido, opera di P. Sogari,. Le statue della balconata alla sommità della facciata del Palazzo rappresentano sul lato destro Ercole, Giunone, Pallade e Mercurio, realizzate verso la fine del Seicento, mentre sul lato sinistro si ammirano le statue di Vulcano, Cerere, Bacco e Venere realizzate da Giuseppe Graziosi (1879-1942). Coronano il torrione centrale Marte, la Virtù, la Fortezza e il Tempo, mentre sul lato nord sono rappresentati Giove e Nettuno.
Oltrepassato il portone centrale, si accede all'atrio, trasformato nel 1929 in Lapidario: vi sono incisi su marmo i nomi dei 7811 Ufficiali, ex allievi dell'Accademia Militare, caduti nelle guerre per l'Unità, l'Indipendenza e la Liberazione.
Dal Lapidario si accede al grande Cortile d'Onore, ove si svolgono le cerimonie militari. Cinquecentesco nell'impronta, il cortile è delimitato da due ordini di archi sovrapposti, con alternanza di colonne e lesene. Proseguendo, si sale lo Scalone d'Onore, che - grazie al prospiciente cortile - si presenta aereo e luminoso. Lungo le rampe sono disposte in nicchia le statue della Prudenza e dell’Abbondanza, opera di A. Baratta; le altre sei sono di epoca romana e provengono dalla famosa Villa D’Este di Tivoli. La scultura di maggior pregio è senz’altro Minerva che, durante l’occupazione francese del 1796, fu trasportata in Piazza Grande per rappresentarvi “la Libertà” e vi subì gravi danni.
Lo Scalone conduce alle varie stanze del Palazzo: la Sala del Trono, il Salottino d'Oro, il Salone d'Onore e la Sala dello Stringa, per citare le più note. Il Salone centrale si distingue per il maestoso soffitto con l'affresco rappresentante l'Incoronazione di Bradamante, capostipite degli Este, opera settecentesca di Marco Antonio Franceschini, mentre il Salottino d'Oro, studio del duca Francesco III, è da menzionare per il rivestimento di pannelli d'oro zecchino.
I quadri che si ammirano nel palazzo appartengono all’Accademia Militare e alla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Modena e Reggio Emilia. Gli autori più ricorrenti sono ritrattisti dell’Ottocento, quasi sempre insegnanti presso l’Accademia Atestina di Belle Arti di Modena.
All’interno del Palazzo si trova il Museo Storico dell’Accademia Militare che contiene armi e armature, memorie, cimeli e militaria (bandiere, uniformi, tamburi ecc.).
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