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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Galleria Estense

Modena / Italia
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Il Palazzo dei Musei - in precedenza convento agostiniano - fu trasformato nel 1771 in Albergo dei Poveri. Dal 1883 vi sono ospitate le raccolte artistiche di Modena, che fino all'anno prima erano conservate a Palazzo Ducale. Il nucleo originario delle collezioni fu raccolto da Cesare d'Este (1598) e si arricchì con Francesco I (1629-1658), quindi subì dispersioni e diradamenti.
La galleria, con le sue molte e preziose pitture, illustra importanti scorci della vicenda figurativa regionale e di altri ambienti italiani dal Trecento alla fine del Settecento. Intercalati da saggi d'arte applicata, statue e terrecotte dei modenesi Mazzoni e Begarelli, si susseguono centinaia di capolavori pittorici. Ci limitiamo qui ad una rapida carrellata, indicando alcune delle opere maggiori.
Dal trittico di Tommaso da Modena, attraverso le tavole quattrocentesche dei modenesi Erri e Bianchi Ferrari, si approda al Cinquecento emiliano con gli affreschi di Lelio Orsi e Nicolò dell'Abate, alle rocche di Scandiano e Novellara e alla famosa Madonna "Campori" del Correggio. La Ferrara del Rinascimento rivive nel Sant'Antonio di Cosmè Tura e nei dipinti di Dossi, di Garofalo e Girolamo da Carpi. La scuola emiliana espone saggi dei Carracci, di Schedoni, Guercino, Tiarini, Bononi, Scarsellino e un Crocifisso di Guido Reni. La scuola veneta s’esprime gagliarda con la Pietà di Cima da Conegliano, Madonna con Bambino e Santi del Tintoretto, un trittico di El Greco, ed opere di Paolo Veronese e del Bassano. Il grande Seicento appare nei "quadri da stanza" della scuola di Caravaggio, nelle nature morte del Cittadini, nei paesaggi del Rosa, nelle pale del Procaccini e del Cerano; è la fulgida età di Francesco
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