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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Pinacoteca di Brera

Milano / Italia
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Palazzo Brera ebbe l'assetto attuale all'inizio del Seicento, per opera di F.M. Richini, con completamenti di Giuseppe Piermarini nel secolo seguente. Nel Palazzo, dalla forma solida ed austera, tipica del tardo barocco lombardo, hanno sede, oltre alla Pinacoteca, diverse istituzioni culturali, quali la Biblioteca, l'Osservatorio astronomico, l'Orto Botanico, l'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e l'Accademia di Belle Arti. Nell'Ottocento il cortile è stato arricchito della statua di bronzo di Napoleone, dal modello di Antonio Canova. Successivamente logge, cortili, atri e corridoi furono destinati ad ospitare monumenti che celebrassero artisti, benefattori, uomini di cultura e di scienza, legati all'istituzione braidense.
Alla Pinacoteca si giunge salendo un grandioso scalone a doppia rampa, sui cui pianerottoli sono i monumenti a Cesare Beccaria e a Giuseppe Parini. Le collezioni della Pinacoteca nascono dalla concentrazione dei dipinti requisiti a seguito delle leggi napoleoniche di soppressione di chiese e conventi (1798). La Pinacoteca aveva precise finalità didattiche e si affiancò all'Accademia di Belle Arti, istituita da Maria Teresa d'Austria nel 1776. In pochi anni le collezioni si arricchirono tanto da permettere l'esposizione di una serie di ritratti e autoritratti di pittori e di alcune delle opere-simbolo del museo: lo Sposalizio della Vergine di Raffaello; la Madonna col Bambino di Gentile Bellini; la Crocifissione di Bramantino.
Quando Milano divenne capitale del Regno d'Italia con l'incoronazione di Napoleone (1805), rifluirono nella Pinacoteca i più importanti dipinti requisiti : opere dei Carracci, di Guido Reni, di Guercino. Nel 1813, grazie ad un accordo col Museo del Louvre, arrivarono a Brera cinque dipinti di Rubens, Joardens, Van Dyck e Rembrandt. Negli stessi anni giunsero da varie chiese gli affreschi staccati di Bernardino Luini, Gaudenzio Ferrari, Vincenzo Foppa, Borgognone e Bramantino. Dal 1815, con la Restaurazione, la crescita delle collezioni della Pinacoteca continuò a ritmo costante, grazie a lasciti, doni, cambi e acquisti, tra cui il Cristo morto di Mantegna e la Madonna del Roseto di Luini. . Le acquisizioni proseguirono negli anni fino alla seconda guerra mondiale, quando giunsero in Pinacoteca importanti opere di Correggio, Pietro Longhi, Piazzetta, Tiepolo, Canaletto e Fattori, la Cena in Emmaus di Caravaggio e il Pergolato di S. Lega. Importantissima la donazione di Emilio e Maria Jesi, che comprende opere dei maggiori artisti italiani del primo Novecento, fra cui Boccioni, Braque, Carrà, De Pisis, Marino Marini, Modigliani e Morandi.
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