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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Cenacolo Vinciano

Milano / Italia
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L’opera più famosa dell’attività milanese di Leonardo da Vinci è l’Ultima Cena (o Cenacolo), dipinta nel refettorio del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie fra il 1495 e il 1497. Il dipinto - famoso in tutto il mondo - è una delle massime espressioni dell’arte rinascimentale e del genio umano, rappresenta una delle opere pittoriche più radicate nell’immaginario collettivo, ma non ha avuto vita facile. Una delle cause del suo deperimento è attribuita all'intenzione di Leonardo di sperimentare nuove tecniche. Leonardo, infatti, non usa qui la tecnica dell’affresco, ma olio e tempera su diversi strati di preparazione, perché il “buon fresco” non gli avrebbe permesso i tempi lunghi necessari all’elaborazione artistica. Ai primi segnali di deperimento del 1518, altri ben più gravi furono segnalati nel 1547. Visti i danni che già cominciavano ad intaccane seriamente l’integrità, l'Ultima Cena fu riprodotta nel Seicento dal Vespino, su richiesta del cardinale Federico Borromeo (la copia è conservata nella Pinacoteca Ambrosiana, ma il tempo ne ha alterato profondamente i colori). Nel 1726 si ebbe il primo tentativo di restauro del dipinto originale. L'ode Per la morte di un capolavoro del D'Annunzio (1901) diede il via all'intervento del 1908. Scampato alle distruzioni della seconda guerra mondiale, il dipinto fu ripulito nel 1953. L'ultimo restauro, il settimo, iniziato nel 1977, ha permesso di ridare al mondo il capolavoro di Leonardo, nel suo originale splendore.
L'ultima Cena è illuminata da una luce obliqua che attraversa la mensa, cogliendo il momento drammatico in cui Cristo annuncia che uno dei suoi lo tradirà. Nel paesaggio che s’intravede attraverso le tre porte del fondo, si staglia, al centro, il Cristo, mentre all'intorno gli apostoli aggruppati in vario modo di gestire, manifestano la loro emozione.
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