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Teatro Vittorio Emanuele

Messina / Italia
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Il Teatro si affaccia su Via Garibaldi, sull'area che dal Trecento ospitava la Chiesa del Carmine e, dal 1738 le Carceri cittadine. Il 2 ottobre 1838 Ferdinando II di Borbone ordinò la costruzione di un nuovo teatro, accogliendo le istanze dei Messinesi che non erano più soddisfatti dal vecchio teatro La Munizione. Dopo qualche polemica, i lavori iniziarono nel 1842 e durarono dieci anni: il Teatro fu inaugurato il 12 gennaio 1852, compleanno di Ferdinando II, con l’opera "Il Pasha di Scutari" di Gaetano Donizetti, il cui titolo originale "Marin Faliero" era stato censurato dai Borboni perché ricordava il Doge veneziano che, nel Trecento, si era ribellato contro l'aristocrazia della città.
Il prospetto mostra un portico a tre arcate su cui poggiano eleganti colonne doriche; sopra, un loggiato avanzato che consentiva il passaggio delle carrozze; su di esso si ammira un gruppo scultoreo in marmo, realizzato nel 1847 da Saro Zagari, che rappresenta Il Tempo che scopre la Verità. L'esterno, in pietra siracusana, a bugnato, è di chiara architettura neoclassica con la parte frontale ornata da sculture e bassorilievi dello Zagari che rappresentano scene della vita di Ercole e sedici drammaturghi e musicisti famosi.
L'interno, completamente rifatto, comprendeva una sala a ferro di cavallo e quattro ordini di palchi bianco-oro; il soffitto era stato dipinto da Giacomo Conti e gli splendidi stucchi realizzati da Placido Di Bella. Il sipario, dipinto da Michele Panebianco, rappresentava Gelone che accorda pace ai vinti Cartaginesi. Il teatro comprendeva inoltre vari locali e sale che servivano per iniziative mondane e culturali. L’acustica era perfetta.
La sera del 27 dicembre 1908 fu rappresentata l'Aida di Giuseppe Verdi; poche ore dopo il terremoto distruggeva la città e buona parte del teatro. Tuttavia il sisma risparmiò il perimetro dell'edificio e le parti decorative. Per le priorità della ricostruzione di Messina, unite allo scoppiare della prima e della seconda guerra mondiale e ai bombardamenti alleati, fecero abbandonare per lungo tempo la ricostruzione del Teatro. Non mancò l’incuria dell’uomo. Solo negli anni ’50 furono eseguiti alcuni restauri, che consentirono nelle serate del 28 e 29 dicembre 1958, per il cinquantenario del terremoto, un'edizione ridotta dell'Aida. Negli anni '70 si provvide allo svuotamento totale del teatro e in seguito, dall'agosto 1982 al dicembre 1985, al suo ripristino. La nuova inaugurazione – in data 25 aprile 1985 – fu affidata al maestro Giuseppe Sinopoli, compositore di origine messinese. Oggi il teatro Vittorio Emanuele si presenta con l'esterno originale e l'interno completamente rifatto. Il soffitto è decorato da un dipinto di Renato Guttuso: il Mito di Colapesce.
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