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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Guida Messina

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Quali sono i posti da visitare a Messina? Qui puoi trovare una guida di Messina e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Messina.
Così lo scrittore vicentino Guido Piovene descrive Messina nel suo “Viaggio in Italia” del 1957:

“Rasa al suolo dal terremoto del 1908, e ricostruita in baracche, Messina è nata come città moderna dopo il 1928. La guerra la distrusse una seconda volta; rinacque ancora, con enorme impulso edilizio ... Messina è città ariosa, spaziosa, come vogliono le precauzioni antisismiche. Palermo è greve, ribollente; Messina è brillante, graziosa e vivace. Nelle sue larghe e lunghe strade i negozi non sono meno ricchi dei palermitani. Vi spiccano nel mio ricordo gli orologiai e i dolcieri. Qui ti vengono incontro, in cornice moderna, i dolci siciliani dai colori vividi, quelli in pasta di mandorle, che fingono frutti e animali, i torroni, le spume alla cioccolata e al limone, chiamate “pinolate”. Una via panoramica circonda Messina in altura. Seguendo il mare verso il Faro, traversate contrade e villaggi che, come dicono i loro nomi, Paradiso, Contemplazione, Pace, sono piccole oasi della borghesia messinese, si mangiano i frutti di mare coltivati nel piccolo lago del Pantano Grande. Si spalanca davanti uno stretto sempre agitato, decorato di spume; il mare siciliano, d’un colore profondo e scuro, quasi in blocchi di blu massicci, su cui il bianco delle onde spicca come in un intarsio; così diverso dal mare napoletano, che invece è diafano, leggero, quasi sospeso, lunare anche di giorno. Su queste acque messinesi si pesca alla fiocina il pescespada, inseguendolo lungo la scia lasciata dalla pinna, su barche dalla chiglia nera a sei rematori”.

Messina, capoluogo di provincia della Sicilia nord orientale, conta poco più di 240.000 abitanti, e si protende sullo Stretto omonimo. Messina e lo Stretto sono una cosa sola. Lo Stretto è incontro di mari che si fanno fiume; di alti monti e lagune che stringono un mare ribollente tra gorghi, impossibile da imbrigliare. Luogo fatto di luce e d'acqua che scorre cangiante in direzioni opposte, simile a un fiordo nordico dove il vento non ha mai pace e il mare s’insinua blu e profondissimo. Messina domina questo spettacolo incantato, avvolta nei suoi colori mai uguali; essa è crocevia di un traffico intensissimo da e per il continente, e anche per questo non è città che si sveli agli occhi del turista distratto.
Occorre visitarla con la curiosità colta dei viaggiatori d'altri tempi. Allora essa svela una straordinaria ricchezza d'arte, di civiltà e di tradizioni. Messina, più volte distrutta nei secoli, dagli uomini e dalla natura, considera del tutto scontato il fatto di possedere uno degli scenari più belli al mondo, così come non ostenta i preziosi tesori d'arte custoditi nelle sue chiese, e nei suoi palazzi. Occorre perciò, al visitatore, uno spirito indagatore e la voglia di ricostruire come in un mosaico i tasselli di un passato glorioso.
Tentiamo un breve itinerario del centro storico. Partendo da Via Santa Cecilia, notiamo che in questa zona esiste ancora l'appartamento dove dimorò il grande poeta Giovanni Pascoli. Arrivati all'incrocio con Via Cannizzaro e salendo a sinistra per breve tratto, ci si trova nella piazza dedicata a Salvatore Pugliatti, illustre giurista messinese. Qui ha sede il Palazzo di Giustizia, edificato negli anni Venti. Di fronte al Tribunale sorge il plesso centrale dell'Università degli Studi (fondata nel 1548), ricostruito nel 1927. Scendendo verso Via Garibaldi, si nota la facciata della monumentale chiesa normanna dedicata alla SS Annunziata dei Catalani;
Da Via Battisti si giunge in Piazza Catalani, su cui è collocato il monumento a don Giovanni d'Austria (1573). Nella vicina Via San Giacomo, si trova il settecentesco Palazzo Calapaj-d'Alcontres. Proseguendo verso Nord si giunge in Piazza Unione Europea, dove si erge Palazzo Municipale, inaugurato nel 1924. Proseguendo lungo la via Garibaldi, s’incontra il Teatro Vittorio Emanuele, inaugurato nel 1852. Arrivati in Piazza Unità d'Italia, si può ammirare l’imponente Palazzo del Governo, sede della Prefettura, eretto nel 1913-15.
Proseguendo per Via XXIV Maggio, si incontrano il Santuario di Montevergine e il monumentale Palazzo del Monte di Pietà, edificato a partire dal 1616. Salendo da via San Pelagia, lateralmente al Monte di Pietà, si possono notare nell'area, dove sorgeva l'abside della chiesa, i resti della cripta e una galleria che la tradizione sostiene fosse collegata al castello di Matagrifone, dove oggi sorge il Sacrario di Cristo Re.
Proseguendo fino all'incrocio con la via Garibaldi, sulla destra, si trova il Palazzo della Curia Arcivescovile. Nei pressi sorge la stupenda Chiesa di Santa Maria Alemanna, che risale al 1220, fu fondata da Federico II di Svevia e fu affidata in custodia al Priorato dei Cavalieri Teutonici.
Un soggiorno a Messina, infine, risulta strategico per chi voglia agevolmente scoprire la più parte dei luoghi affascinanti che le fanno corona appena oltre il mare o nell'entroterra. In poco tempo si raggiungono Taormina e Milazzo, Tindari e le Isole Eolie, il versante nord dell'Etna e i boschi dei Nebrodi.
Last but not least, la gastronomia. La cucina messinese si basa prevalentemente sul pesce, grazie alla posizione geografica della città. Rinomato è il pescespada che si mangia da queste parti, cucinato in diverse varianti: preparato come un involtino, oppure arrostito e stufato al forno o nella classica ricetta delle braciole di pescespada, farcite con pane raffermo, parmigiano, pecorino, aglio, olio e prezzemolo. Prelibati sono anche piatti come le cozze dei Laghi di Ganzirri alla marinara, e lo stoccafisso servito con intingolo di pomodori, prezzemolo e aglio. A Messina è molto forte anche la cucina di terra, basata sulla carne di agnello, nella tipica ricetta "alla messinese", cotta al forno con olive e pecorino, la carne di vitello presentata nei classici involtini, nelle polpette di carne trita o nel falsomagro a base di ragù. Un altro piatto molto tipico è lo sciusceddu, in genere preparato per Pasqua, un composto di polpette, pecorino, ricotta, uova e prezzemolo cotto nel brodo. I dolci, infine, sono forse il fiore all'occhiello della cucina della città: cassate, cannoli ripieni, pinolata, frutta martorana e la tipica granita servita con panna.

Monumenti

Monumenti
Statua di Messina

Chiese
Campanile del Duomo
Chiesa del Ringo (Chiesa di Gesù e Maria del Buonviaggio)
Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani
Chiesa di San Francesco d'Assisi all'Immacolata
Chiesa di San Giovanni di Malta
Chiesa di Santa Maria Alemanna (Chesa di Santa Maria degli Alemanni)
Chiesa di Santa Maria della Valle (Badiazza)
Duomo di Messina
Sacrario di Cristo Re
Santuario di Montalto
Santuario di Montevergine

Fontane
Fontana del Nettuno
Fontana di Orione

Palazzi
Palazzo del Monte di Pietà
Palazzo Municipale (Palazzo Zanca)

Teatri
Teatro Vittorio Emanuele

Torri
Lanterna di San Ranieri (Torre della Lanterna)

Castelli e forti
Castello di Matagrifone (Rocca Guelfonia)
Cittadella di Messina
Forte Gonzaga (Castel Gonzaga)
Forte San Salvatore

Mura e Porte
Porta Grazia

Musei

Musei
Museo Regionale

Storia

Storia
Storia di Messina

Varie

Varie
Acquario di Messina (Acquario Comunale)

Hai un solo giorno e non sai i principali luoghi da visitare a Messina? Leggi la Guida ridotta
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