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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Storia di Matera

Matera è considerata una delle più antiche città del mondo. Le ricerche e i relativi reperti dimostrano che i primi insediamenti umani nel suo territorio risalgono alle lontane epoche del Paleolitico. Le prime popolazioni, probabilmente costituite da cacciatori nomadi, furono seguite da altre, dedite alla pastorizia, che si stanziarono soprattutto sulla Murgia Timone, sulla Murgecchia e sul colle della Civita, zone di facile accesso all’acqua del laghetto naturale chiamato Jurio: qui furono occupate le grotte esistenti e numerose altre furono scavate nella roccia tufacea. Nel periodo Neolitico gli insediamenti diventarono più stabili; lo dimostrano tracce evidenti di diversi villaggi trincerati. Con l’Età del ferro nacque il primo nucleo urbano, quello dell'attuale Civita, sulla sponda destra della Gravina.
Molti secoli passarono in questo ambiente, lontano dai grandi centri e caratterizzato da pochi eventi eccezionali e da una singolare continuità di vita. La vita cittadina proseguì con stratificazioni successive, come ha dimostrato lo studioso Domenico Ridola ai primi del Novecento. Scavi effettuati presso la Cattedrale misero in luce i vari periodi della storia della città. Oltre a questa documentazione stratigrafica, le vicende storiche di Matera sono raccontate dalle abbondanti testimonianze raccolte nel Museo Nazionale Archeologico Ridola, che, partendo dai reperti del paleolitico inferiore, giunge a quelli di epoca storica, greca e romana.
La città doveva aver raggiunto una sua precisa fisionomia, quando vi si insediarono le prime colonie greche. Nel periodo greco Matera non ebbe particolare importanza, pur mantenendo stretti rapporti con le colonie situate sulla costa metapontina. A quest’epoca risale il nome. Sembra che la città fosse chiamata Mataia ole dai Greci, che deriva da Mataio olos, il cui significato è "tutto vacuo", con riferimento alla Gravina; altra ipotesi è che il nome derivi da Mata (cumulo di rocce); ma potrebbe anche derivare dalle iniziali di Metaponto e Heraclea, avendo accolto profughi delle due città dopo la loro distruzione; infine Mateola, nome antico della città, potrebbe derivare dal consolato romano di Quinto Cecilio Metello.
La dominazione romana – iniziata nel 272 a.C. – durò a lungo, ma non lasciò grandi tracce: Matera fu solo centro approvvigionamento e di passaggio. In questo periodo, la distruzione di antichi monasteri e la successiva chiusura di altri hanno contribuito a disperdere documenti di grande valore. Si rilevano perciò grandi lacune di notizie storiche prima del Mille.
Dopo la caduta dell’Impero romano d’occidente, nella seconda metà del VI secolo, Matera è dominata dai Longobardi, che non lasciarono una particolare impronta e furono cacciati nel 612 dai Bizantini. Nel 664 Matera, riconquistata dai Longobardi, entra a far parte del Ducato di Benevento. Nell'867, i Longobardi, molestati dai Saraceni, chiedono l'intervento dell'imperatore Ludovico II, imperatore dei Franchi, il quale la mette a ferro e a fuoco per cacciare i Saraceni e poi provvede a riedificarla.
Nel 938 la città subisce altre incursioni e spoliazioni da parte dei Saraceni. Contesa dai Salernitani, conquistata da Ottone Il e quindi da Benevento, Matera è nuovamente espugnata dai Greci (978). Ricostruita nel 994 dopo un disastroso terremoto, è per lungo tempo assediata dai Saraceni.
Intorno al Mille, i Normanni tengono la Contea materana, come stato indipendente, al centro di vaste terre e di numerosi castelli. Il primo conte, nel 1043, è Guglielmo il Normanno. Poi seguono gli Altavilla: al comando di Roberto, escono dal Castiglione i crociati materani, in partenza per la liberazione del Santo Sepolcro. Fedele a Federico II, Matera si adatta malvolentieri al dominio degli Angioini e spera la tregua sotto gli Aragonesi. Gli Aragonesi promisero formalmente di mantenerla nella regia dipendenza, ma spesso vennero meno agli impegni presi: gravi conseguenze si ebbero con la vendita della città al conte Giancarlo Tramontano che, resosi inviso a tutta la popolazione, fu trucidato nel 1514.
Fra un alternarsi di libertà e di soggezione con varie vicende di riscatti e di vendite, Matera, che faceva parte della Terra d'Otranto, nel 1663 fu scelta a sede della Regia Udienza di Basilicata e, aggregata a questa regione, ne rimase capitale fino al 1806, quando Giuseppe Bonaparte trasferì le competenze regionali a Potenza. Nel 1927 Matera divenne capoluogo di provincia, ora composta di trentun comuni.
Matera fu la prima città del Mezzogiorno a insorgere contro i nazisti. Il 21 settembre 1943, dieci materani furono mitragliati dai tedeschi in ritirata. La giornata raggiunse il culmine con la feroce rappresaglia nazista che costò la vita ad altri dodici materani, fatti saltare in aria nel "palazzo della milizia".
Nel 1948 nacque la questione dei Sassi di Matera, sollevata dal leader comunista Palmiro Togliatti, e poi dal democristiano Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio. Nel 1952 una legge nazionale stabilì lo sgombero dei Sassi e la costruzione di nuovi quartieri residenziali che svilupparono la città nuova nella quale confluirono i 15.000 abitanti dei Sassi. Nel 1986 una nuova legge nazionale finanziò il recupero degli antichi rioni materani, ormai degradati da oltre trent'anni di abbandono. Nel 1993, infine, i Sassi di Matera furono dichiarati dall'UNESCO Patrimonio mondiale dell'umanità.
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