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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Sassi di Matera

Matera / Italia
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La parte orientale di Matera, la più antica, si sviluppa sull’orlo e nei fianchi della gravina, profondo burrone percorso dal torrente Gravina. E’ questa la zona dei cosiddetti Sassi, complesso urbanistico unico al mondo, costituito da due rioni: il Sasso Barisano a nord e il Sasso Caveoso a sud.
I Sassi sono un labirinto di edifici, quasi tutti scavati nel tufo: case-grotte, ora abbandonate, cunicoli, chiese, costruzioni addossate l’una all’altra, per sfruttare ogni centimetro di terreno abitabile e per rispondere a esigenze primarie, come quella della raccolta e canalizzazione delle acque piovane. Spesso le abitazioni comprendono un unico vano, destinato ad accogliere uomini e animali. Molte di esse hanno in muratura solo la facciata, altre non hanno facciata e sono solo buchi scavati nella roccia. Le strade interne ai Sassi sono strette e tortuose, con numerosi tratti a scalinata: è frequente che la strada formi il tetto di un’abitazione sottostante.
Il singolare insieme di edifici e di strutture, formatosi nei secoli, è indubbiamente curioso e folclorico: i Sassi sono uno spaccato di umanità, di tradizioni e di storia, nonché una notevole attrazione turistica, forse la maggiore della città. E’ peraltro evidente che le abitazioni erano ambienti primitivi, malsani, dove si viveva in promiscuità. Già tristi nel Seicento, queste condizioni peggiorarono nell’Ottocento, quando Matera perse la qualifica di capoluogo regionale. Il degrado si espanse in tutto il materano, ma qui ebbe le manifestazioni estreme. Dopo la seconda guerra mondiale, il “Problema Matera” esplose in tutta la sua gravità: sugli aspetti negativi dei Sassi, scrisse pagine drammatiche lo scrittore-medico Carlo Levi, nel suo Cristo si è fermato a Eboli. Nel 1952 fu emanata una prima legge per il risanamento della zona, nel 1958 una seconda, nel 1967 una terza. Nel frattempo, e non senza qualche difficoltà, gli abitanti dei Sassi furono gradualmente trasferiti in due villaggi: La Martella e Venusio.
Dopo anni di dibattiti, una legge del 1986 riaccende la speranza che i Sassi non saranno dimenticati. Alla fine del 1993 l'Unesco li dichiara “patrimonio dell'umanità da tramandare alle generazioni future". Finalmente Matera, la capitale della civiltà contadina, ritrova la sua dignità. Oggi nei Sassi fervono i cantieri.
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