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Martedì 30 Settembre 2014, San Girolamo
Bönisch - CC by-sa
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Guida Matera

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Quali sono i posti da visitare a Matera? Qui puoi trovare una guida di Matera e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Matera.
«... quando uscii dalla stazione ... e mi guardai intorno, cercai invano con gli occhi la città. La città non c'era. Ero su una specie di altopiano deserto... In questo deserto sorgevano, sparsi qua e là, otto o dieci grandi palazzi di marmo... Mi misi finalmente a cercare la città... arrivai a una strada, che da un solo lato era fiancheggiata da vecchie case, e dall'altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio è Matera... La forma di quel burrone era strana; come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso in un apice comune... Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l'Inferno di Dante ...».

Così Carlo Levi descrive Matera, nel suo celebre romanzo del 1945: Cristo si è fermato a Eboli. Da allora le cose sono molto cambiate, ma la città – capoluogo di provincia, seconda città della Basilicata, con poco meno di 60.000 abitanti – mantiene le sue caratteristiche peculiari. A cominciare dalla periferia, caratterizzata da superfici a calanchi, Matera è diversa da ogni altra città.
Le sue parti appartengono a epoche diverse: la più antica è quella dei ”Sassi” che lo sperone della Civita congiungono con il Duomo; la parte medievale-rinascimentale si estende lungo "il Piano", ai bordi dei Sassi; e infine, la città nuova, con rioni eleganti realizzati dai più noti architetti italiani.
Il nucleo antico della città si sviluppa sulla scarpata del crepaccio che taglia in due la valle, noto come Gravina di Matera. Un incredibile complesso di grotte, cavità naturali e scavate dall'uomo, piccole costruzioni addossate le une alle altre e interdipendenti, fatte della stessa roccia calcarea che forma la montagna, si offre agli occhi del viaggiatore che si affaccia dal piazzale della cattedrale, rimanendo attonito. Sul versante opposto si possono vedere nella roccia della montagna numerose altre grotte che furono abitate da eremiti.
Un giro attraverso i vicoli porta anzitutto alle numerose e bellissime chiese, molte delle quali ipogee. Domina l'abitato la Cattedrale, un pregevole esempio di romanico pugliese, con un rosone sulla facciata in pietra locale. Proseguendo è possibile vedere la Chiesa di San Pietro Caveoso del XII secolo, costruita a strapiombo nel sasso omonimo, mentre nel sasso opposto si trovano San Pietro Barisano che risale originariamente all’XI secolo ed è in gran parte scavata nella montagna, e Sant'Agostino della fine del XVI secolo, edificata su una cripta rupestre del XII secolo. Di grande interesse le numerose Chiese Rupestri che si incontrano lungo il cammino; alcune di esse oggi ospitano importanti esposizioni d'arte contemporanea, soprattutto nella stagione estiva. Sono state censite quasi 130 chiese, molte con affreschi, altari e sculture. Sono in parte scavate, in parte completate da strutture murarie o ipogee. La maggior parte di esse risalgono alla civiltà monastica greco-bizantina fra l'VIII e il XIII secolo. Il fronte opposto a quello abitato offre un’uguale ricchezza di testimonianze e la possibilità di scoprirle con una piacevole passeggiata. Si ricordano San Nicola dell'Ofra, la Madonna delle Croci, le cripte di Sant' Eustachio, la Madonna di Monteverde, la Madonna degli Angeli, la Madonna del Giglio, Santa Barbara e i bellissimi affreschi di San Nicola dei Greci.
Altre chiese punteggiano il tessuto cittadino: San Giovanni Battista, del XIII secolo, così come San Domenico, o San Francesco d'Assisi, in gran parte modificata nel corso del XVIII secolo, periodo cui risale anche la Chiesa del Purgatorio. La piccola chiesa della Mater Domini appartenne all'ordine dei Cavalieri di Malta e risale al XVII secolo. Il complesso di Santa Chiara, invece, risale al XVI secolo, ma fu ampiamente ristrutturato due secoli più tardi. All'infelice vicenda del conte Tramontano si lega anche quella del castello che egli decise di far erigere durante il suo dominio, e che rimase incompiuto.
Reagendo a secoli di povertà e di isolamento, Matera è diventata una città vivace, aggiornata, cordiale, con una cultura che vive di fatti contemporanei e di storia. In essa senti ovunque l’antico richiamo della roccia e ti muovi in un paesaggio incantato, senza tempo. Dai Sassi ai dintorni ricchi di natura e storia, tutto a Matera parla con il linguaggio delle emozioni e della cultura. Aspetti diversi e al tempo stesso preziosi, facce di un unico prisma, di una stessa città, che accolgono e incantano il visitatore attento e sensibile. E se – come è stato detto – un viaggio non è solo partire, ma anche tornare con un tesoro in più negli occhi e dentro il cuore, i vicoli di Matera, il bianco della roccia, l’azzurro di un cielo così vicino al viaggiatore, diventeranno tesori incisi per sempre nella memoria.
In una visita a Matera non può mancare la degustazione dei prodotti tipici del luogo. A parte il famoso pane materano e i vini, la città offre cibi semplici e buoni da assaporare in ogni stagione. Il consiglio è di non perdere la bontà di ingredienti come l'olio extravergine d’oliva, la mozzarella, il caciocavallo, il pecorino. Anche i legumi, cucinali in modo magistrale, sono un vanto della cucina materana.
Circa i piatti, Matera è ricca di tradizioni gastronomiche antichissime, legate alla storia e alla cultura locale. Il piatto più noto è forse La Pignata, a base di carni ovine cucinate in una pentola di terracotta, con odori e verdure Altrettanto famoso è il Cutturiddu, carne di pecora cotto in tegame con pomodori, peperoni, patate, cipolla, aglio, olio e un pizzico di sale. La Fedda rossa è invece una fetta di pane alla brace con olio e sale. Tutti questi piatti si abbinano ottimamente con il vino rosso Matera DOC, dal profumo fruttato e dal sapore armonico e rotondo.

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