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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Palazzo Ducale

Mantova / Italia
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Più che un palazzo, il Ducale di Mantova è “una città nella città”, è la gran reggia cittadina in cui - dalla fine del Duecento al Settecento - vissero, operarono, tramarono i reggitori di Mantova e del mantovano. Ma continueremo a chiamarlo Palazzo Ducale, come fan tutti. Il palazzo copre un’area di circa 34.000 metri quadrati, che si estende tra Piazza Sordello e I Laghi di Mezzo e Inferiore. Costruito nel tempo, a sussulti e stratificazioni, con i criteri più diversi, spesso demolendo edifici preesistenti o unendone altri, Palazzo Ducale comprende più di cinquecento stanze, seicento porte, quindici giardini, piazze e cortili, una basilica ed un teatro: tutti questi “ambienti” sono ricchissimi di opere d’arte d’ogni genere, che risalgono ad epoche diverse e ad autori diversi.
In effetti, nel Medioevo e nel Rinascimento, il palazzo era conosciuto ed ammirato come una delle più importanti residenze d’Europa, sia per lo splendore e la ricchezza che esprimeva, sia per il potere che vi si esercitava, ma soprattutto per l'avvicendarsi d’artisti e letterati che vi dimoravano stabilmente, ospiti dei grandi mecenati: i Gonzaga. Per nominarne solo alcuni, ricordiamo che furono chiamati a corte: Giulio Romano, Baldesar Castiglione, Torquato Tasso, Pisanello, Rubens e Andrea Mantegna. Essi - e mille altri - lasciarono a Palazzo Ducale le tracce del loro genio, e quelle della bizzarria e del gusto dei principi; lasciarono il silenzio ed il fascino delle cose morte che parlano il linguaggio alto della storia, dell’arte, della poesia, della politica, del fastigio e della sventura.
Non è questa la sede per un esame, ancorché sommario, dei moltissimi capolavori custoditi nella reggia gonzaghesca. Si avverte, in ogni caso, che i principali edifici ed ambienti del Palazzo - qui indicati con un asterisco - sono descritti nelle singole “voci”. Ci si limita quindi ad elencarli, seguendo un percorso sostanzialmente temporale. Sotto quest’aspetto, si noterà che il complesso aggregato di strutture e edifici - senza dubbio eterogenei - che formano Palazzo Ducale, può essere diviso in alcuni nuclei principali.

  • Il nucleo più antico del palazzo prospetta sull’ampia Piazza Sordello ed è costituito dal trecentesco Palazzo del Capitano e dalla vicina Magna Domus. I due palazzi furono costruiti a cavallo tra il XIII ed il XIV secolo, quando reggitore della città era Guido Bonacolsi.
  • Con l’insediamento dei Gonzaga (1328), furono aggiunti altri edifici, tra cui il palazzetto dove il Pisanello dipinse, nel Quattrocento, un famoso ciclo cavalleresco.
  • Alla metà del Quattrocento il marchese Ludovico II scelse come principale residenza della famiglia il Castello di San Giorgio , realizzato tra il 1395 e il 1406 di fronte all’omonimo ponte da Bartolino da Novara. Nella torre di nord-est del castello Andrea Mantegna, tra il 1465 e il 1475, affrescò interamente la celebre Camera Picta o Camera degli Sposi.
  • Intorno al 1480 Federico I Gonzaga fece edificare un nuovo nucleo di fronte al lago, la Domus Nova , affidandone il progetto all’architetto toscano Luca Fancelli. La Domus si trova a sud dell'intero complesso edilizio. Secondo il progetto iniziale doveva trattarsi di quattro edifici disposti intorno ad un cortile interno che, tuttavia, rimase aperto da un lato. L'ampio spazio determinato dai tre edifici corrisponde oggi a Piazza Paccagnini.
  • Federico II fece costruire da Giulio Romano, l’Appartamento di Troia che rappresentò, nei pressi del castello di San Giorgio, il primo nucleo della cosiddetta Corte Nuova. Tra il 1536 ed il 1539, il Romano edificò La Rustica, l'adiacente Appartamento di Corte Nuova e la Palazzina della Paleologa, distrutta nel 1898, che si trovava nei pressi del Castello di San Giorgio, vicino al fossato orientale.
  • Tra il 1576 e il 1582 il duca Guglielmo provvide al rinnovo di un’estesa parte della Corte Vecchia per costituire gli ambienti della sua nuova residenza, nota nel Settecento come Appartamento Verde. Varie sale di questo complesso si presentano attualmente con ornati e arredi realizzati in epoca neoclassica, durante la dominazione asburgica e napoleonica.
  • Dalla metà del Cinquecento, nella zona della Corte Nuova, furono inoltre costruiti il vasto edificio comprendente l’Appartamento Grande di Castello, così denominato perché sorto a ridosso del fossato del castello di San Giorgio, e la Basilica Palatina di Santa Barbara , la grande cappella di corte, eretta tra il 1563 e il 1572 su progetto dell’architetto mantovano Giovanni Battista Bertani.
  • Il figlio di Guglielmo, il duca Vincenzo I (1587-1612), proseguì nell’opera di ristrutturazione interna degli antichi edifici di corte e creò, fra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento, una grandiosa serie di sale che costituirono il nuovo Appartamento Ducale , detto anche Appartamento di Vincenzo, in un’ala della quattrocentesca Domus Nova. Questo quartiere, realizzato per opera dell’artista di corte Antonio Maria Viani, rimarrà il più importante della reggia anche durante il periodo della dominazione asburgica. In questo periodo, il Viani progettò e diresse anche i lavori delle Sale della Metamorfosi e della Loggia di Eleonora.
  • Per dare una nuova residenza al duca Vincenzo II (1627), in Corte Vecchia furono ristrutturati e decorati vari interni del piano nobile dell’antico palazzo del Capitano, corrispondenti all’Appartamento di Guastalla, così chiamato poiché in seguito vi abitò Anna Isabella di Guastalla, moglie dell’ultimo duca Ferdinando Carlo Gonzaga (1655-1707).
  • In epoca austriaca, e in particolare nella seconda metà del Settecento, il palazzo fu oggetto di importanti opere di ristrutturazione e arredo, attuate secondo le tendenze del gusto rococò e neoclassico. A tale periodo risalgono la decorazione della grande sala dei Fiumi e la sistemazione di quelle degli Arazzi e degli Specchi.
  • All’interno dell’antica Magna Domus, l’Appartamento tardo-settecentesco dell’Imperatrice fu interessato, in epoca napoleonica, da alcuni interventi volti soprattutto al rinnovo degli arredi e delle tappezzerie.


Nel corso dei secoli Palazzo Ducale fu più volte saccheggiato, e - dopo l’annessione di Mantova al Regno d’Italia (1866) - fu lasciato in abbandono per molti anni. Sono così andati perduti mobili preziosi, arredi e opere d’arte di grande valore. Solo dall’inizio del Novecento, grazie ai diretti interventi dello Stato, furono avviati i restauri. Per ricreare l’arredo pittorico e scultoreo, che le tante depredazioni - a partire dalla vendita delle collezioni gonzaghesche del 1627 - avevano distrutto, si rimediò con il trasferimento delle collezioni comunali negli appartamenti ducali da poco risistemati.
Oggi Palazzo Ducale si presenta e si visita come un museo.
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