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Mercoledì 7 Dicembre 2016, Sant'Ambrogio
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Duomo di Mantova

Mantova / Italia
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La Cattedrale di Mantova, dedicata a San Pietro, sorge dove era stata eretta - all’epoca di Costantino - la prima chiesa degli apostoli Pietro e Paolo. Alla fine del XIV secolo, l’edificio venne rifabbricato, così come si vede nel quadro del Morone, ora a Palazzo Ducale. Distrutto da un incendio nel 1545, il tempio fu ricostruito per volere del cardinale Ercole Gonzaga, su disegno di Giulio Romano modificato da G.B. Bertani.
Il campanile è romanico; il fianco - di cotto dalla bella tonalità di rosso, con le finestre cieche archiacute, le guglie e i pinnacoli - testimonia l’intervento dei veneziani Pierpaolo e Iacobello dalle Masegne (1383-1409). A loro andava anche ascritta un’elegante facciata in marmi policromi, sostituita dall’attuale, solenne ed austera, eseguita nel 1756 su disegno di Nicolò Baschiera, in forme tardo-barocche. Sulla sommità, si notano le statue dei protettori di Mantova.
La forte impronta di Giulio Romano si nota soprattutto all’interno. Nel 1546, alla morte di Giulio, l’edificio è già strutturato nelle sette navate attuali, con quelle più esterne scandite da cappelle e le cinque centrali definite da quattro file di colonne marmoree scanalate e rudentate, con capitello corinzio. La navata principale - molto ispirata alla basilica romana di San Pietro - è in due ordini e si chiude in un ricco soffitto di legno a lacunari e rosoni dall'intaglio squisito, dalle dorature delicate. L'architrave, sovrastante una fuga di ricche colonne scannellate, reca festoni in stucco con putti e medaglie del Briziano di bella fattura. II battistero è un tempietto costruito nella parte inferiore della torre e contiene un'antichissima e grandiosa vasca di marmo lavorata ad arabeschi . Le navate adiacenti hanno copertura a botte, con lacunare a stucco dal complesso disegno geometrico, forse dovuto al successore di Giulio, il Bertani. La fabbrica viene completata da G.B. Bertani per quanto riguarda il transetto, già progettato da Giulio Romano, e probabilmente per la cupola centrale. Il vano absidale, di accentuata profondità, fu costruito alla fine del Cinquecento e decorato con affreschi di Antonio Maria Viani.
La navata trasversale è ornata di affreschi dell'Andreasino e del Ghisi che dipinsero pure il magnifico affresco della cupola. La volta del coro è dipinta da Domenico Feti. Meraviglioso nell'insieme armonico il sacello del SS. Sacramento, ottagonale, ad archi, su pilastri arabescati e colonne di marmo scannellate. La Fede affrescata nel centro della volta è opera di Felice Campi, autore anche delle tele che rappresentano i quattro Dottori della Chiesa. La S. Margherita è bellissimo lavoro del Brusasorci. Notevoli il San Gerolamo del Campi, nella cappellina della corsia laterale.
Nella cappella dell'Incoronata, tempietto prezioso, un’iscrizione del 1052 ricorda Bonifacio di Canossa. Il grande sarcofago in marmo istoriato in fondo alla corsia di destra è il monumento più insigne dell'antichità cristiana rimasto in Mantova, lavoro del V o del VI secolo. Nella sagrestia le casse mortuarie murate nelle pareti racchiudono le spoglie del cardinale Ercole Gonzaga e di Ferdinando Gonzaga, principe di Molfetta. Sotto la mensa dell'altar maggiore giace il corpo di S. Anselmo vescovo di Lucca, protettore della diocesi di Mantova.
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