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Castel San Giorgio

Mantova / Italia
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Il Castello di San Giorgio è parte integrante del Palazzo Ducale e fu eretto nel 1395 da Bartolino da Novara - progettista del Castello Estense di Ferrara - su commissione di Francesco I Gonzaga. Si volle che la costruzione sorgesse in città, presso l’entrata del Ponte di San Giorgio, perché i Gonzaga intesero creare uno strumento di difesa che fosse anche segno visibile della loro Potenza. Nel 1459, Luca Fancelli trasformò l’opera difensiva in residenza signorile, per conto di Ludovico II. I Gonzaga vi trasferirono la corte, in occasione del Concilio voluto da papa Pio II, per bandire la crociata contro i turchi. In particolare, fu realizzato l'elegante portico rinascimentale che cinge il Castello sui due lati settentrionali del cortile.
La mole del Castello è quadrangolare, austera ma elegante, alleggerita dalla fuga dei barbacani e dalle ampie merlature ghibelline. Alcuni elementi, come la torre priva di merlatura e i capitelli usati per gli archi che costituiscono una parte del cortile interno, indicano che il Castello fu forse costruito Bartolino su di una struttura preesistente. Nel cortile si osservano avanzi di un vecchio porticato a nord, e di portici a loggia del Fancelli, eretti su disegno del Mantegna intorno al 1472.
Tra le sale del pianterreno, spicca quella del Sole, che ha un originale soffitto originale e una decorazione di fine Quattrocento. In queste sale si trova l’ampia “Raccolta lapidaria comunale”, con iscrizioni dal XII al XIX secolo che narrano vicende storiche della città. Dal piano terra una scala a chiocciola conduce alla vasta Sala degli Stemmi, parallela al Salone degli Affreschi dove si possono osservare raccolte grottesche di mostri e centauri, tipici del gusto anticheggiante del Mantegna. Proseguendo sulla destra, si raggiunge la notevole Sala delle Sigle - camera nuziale di Isabella dalle volte a crociera tappezzate dai monogrammi "F" e "IS" di Francesco e Isabella - e la Sala del Fregio, dove si intrecciano fogliami e volute d'oro su un fondo azzurro. Andando a sinistra si arriva invece alla Sala dei Soli - decorata con due soli al centro, tra festoni che s’intrecciano a pergolato - e alla famosissima e stupenda Camera Picta (o Camera degli Sposi), opera del Mantegna, che fu meta di illustri visitatori, quali Lucrezia Borgia, il duca D'Este e tanti altri. L’artista vi lavorò dal 1465 al 1474.
Dalla Sala dei Soli si accede ad altre sale, che furono l’appartamento dei marchesi, decorato da Giulio Romano intorno al 1531. Davvero notevoli sono la Sala delle Cappe, con magnifica volta a botte, tutta stucchi e dipinti a grottesche, e la Cappella del Castello, disegnata dal Bertani, decorata con quadri del Mantegna e ricostruita nel Seicento dal Viani. Il secondo piano del Castello, che l’Austria adibì a carcere politico nel 1814, furono rinchiusi molti patrioti lombardo-veneti, tra cui i martiri di Belfiore.
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