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Giovedì 8 Dicembre 2016, Immacolata concezione
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Casa del Mercante

Mantova / Italia
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Nel Quattrocento, Boniforte da Concorezzo accumulò a Mantova una notevole fortuna, continuando nella professione del padre, cioè nel commercio di lana e tele e importando da Venezia stoffe raffinate. In eredità egli aveva ricevuto la "bèla botega", nella casa dove aveva sempre abitato, in Piazza delle Erbe, proprio nel centro della città. L’ambizioso, Boniforte volle che la sua bottega fosse diversa dalle altre e non badò a spese nella ristrutturazione dell’edificio. Fu incaricato uno dei più famosi architetti del tempo: Luca Fancelli. Il lavoro fu eseguito ne1 1455, come attestano due iscrizioni poste sotto gli architravi della facciata. La casa, che ancora si ammira in Piazza delle Erbe, divenne il massimo esempio delle ricche case di abitazione della Mantova di quel tempo. In essa confluiscono diversi stili architettonici del primo Rinascimento italiano, principalmente ispirati a Venezia.
La facciata si presenta con un portico architravato a colonne marmoree, ed è carica di decorazioni in marmo e in cotto, che la ricoprono come un fine merletto veneziano. Tra le due colonne centrali si notano delle piccole sculture, rappresentanti pacchi legati con funi, che ricordano i materiali con cui il proprietario commerciava. La casa è a tre piani: al pianterreno c'era il negozio, al primo piano il magazzino, al secondo piano una stanza e un solaio. Sulla facciata corrono due bellissimi fregi a colonnine, posti sotto le finestre. Essi dividono i piani e corrispondono allo spazio interno fra il davanzale e il pavimento. I motivi architettonici che confluiscono in questa casa, pur essendo diversi, non sono discordanti, ma - nell'insieme - esprimono un gusto sicuro e raffinato.
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