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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Basilica di Sant'Andrea

Mantova / Italia
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La sontuosa Basilica di Sant'Andrea sorge in Piazza Mantegna, sui resti di due chiese preesistenti. Tradizione vuole che in questo luogo, San Longino - il milite romano che trafisse con la lancia il costato del Crocifisso - abbia nascosto la terra intrisa del sangue di Cristo. I vasi contenenti la reliquia furono ritrovati nel IX secolo, e sul luogo fu eretta una chiesa dedicata a Sant'Andrea Apostolo. La Basilica attuale fu voluta, nel 1470, da Ludovico II Gonzaga, che intendeva costruire un tempio degno di accogliere i Sacri Vasi. Il progetto è di Leon Battista Alberti, ma - per la morte di questi - l’esecuzione fu affidata a Luca Fancelli, il quale cercò di rispettare il progetto iniziale. Le evidenti incongruenze stilistiche del complesso, che non ne pregiudicano però la maestosità, sono frutto delle successive fasi di costruzione, avvenute a più riprese. In effetti, i lavori ebbero inizio nel 1472, e terminarono trecento anni dopo, quando Filippo Juvarra progettò e costruì l'enorme cupola, probabilmente non prevista nel disegno originale.
Il campanile, precedente al progetto dell'Alberti, risale ai primi del Quattrocento: costruito in cotto, si sviluppa in altezza come un gioco di elementi geometrici diversi: la base quadrangolare è sormontata da un prisma ottagonale che termina in una guglia conica. La facciata, ultimata nel 1488, ha una struttura classica: l’arco trionfale - di tipo romano - è sormontato da un timpano triangolare con lesene e funge da accesso al tempio. Il vestibolo è decorato con motivi vegetali.
L’interno di notevoli dimensioni (103 m. di lunghezza per 19 di larghezza e 28 di altezza), segue lo schema della pianta a croce latina con un’unica navata in cui gli spazi paiono dilatarsi, sormontata da una volta a botte. La cupola settecentesca dello Juvarra, che raggiunge all’apice della lanterna un’altezza di 80 metri, è stupenda, anche se la sua esuberanza tardo-barocca non si armonizza del tutto con la perfetta volumetria del progetto originale. Gli affreschi della navata risalgono al secolo VIII e riportano episodi biblici: realizzati seguendo il disegno di Paolo Bozzo, essi appesantiscono notevolmente l'arioso spazio quattrocentesco Sui lati della navata si aprono cappelle a pianta quadrata voltate a botte, e cappelle più piccole con copertura a cupola.
Sul lato sinistro: la prima cappella è detta di San Giovanni Battista, perché decorata con tre tele di scuola mantegnesca che descrivono momenti della vita del Santo. Questa cappella è nota soprattutto per essere il luogo di sepoltura di Andrea Mantegna. Le altre cappelle custodiscono opere di Lorenzo Costa il Vecchio, il monumento funebre alla famiglia Boccamaggiore, dipinti di Lorenzo Costa il Giovane e una pala di Fermo Ghisoni. Il transetto e le cappelle adiacenti accolgono i monumenti funebri e i mausolei di ricche famiglie e noti personaggi mantovani. L'altare maggiore fu disegnato dal Pozzo e costruito nei primi anni del XIX secolo: a fianco, si nota la statua cinquecentesca che raffigura il Duca Guglielmo Gonzaga in preghiera.
Sul lato destro: la prima cappella è un battistero non decorato, che presenta tre tondi con affreschi staccati, attribuiti al Mantegna e al Correggio. Le altre cappelle sono impreziosite da opere di Arrivabene, di Rinaldo Mantovano e dell’Andreasino.
La decorazione che si sviluppa tra le dodici grandi finestre della cupola è tratta dalla leggenda di San Longino, e le quattro statue nelle nicchie impersonano Fede, Speranza, Carità e Religione. Nella cripta posta sotto la basilica si conservano i Sacri Vasi contenenti il Sangue di Cristo, che il Venerdì Santo son portati in processione per le vie del centro. L'ambiente, con pianta a croce greca, è opera cinquecentesca di A. M. Viani.
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