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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Palazzo Ricci-Petrocchini

Macerata / Italia
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Edificato nella seconda metà del Cinquecento e successivamente trasformato nel corso della seconda metà del Settecento, il palazzo sorge in Via Ricci, su un'area precedentemente appartenuta all'Abbazia di Fiastra. Nel 1608 fu acquistato dall'agostiniano Gregorio Petrocchini da Montelparo, cardinale del pontefice Sisto V, che nel 1622 lo donò alla nipote Girolama in occasione delle sue nozze con Antonio III Ricci, entrando così a far parte dei beni della nobile casata maceratese. Sconosciuto è l'architetto ideatore dell'edificio, anche se ricorre spesso il nome di Giovan Battista Capitani.
L’aspetto attuale del fabbricato deriva dalle ingenti trasformazioni architettoniche e dell'apparato decorativo, volute da Antonio IV Ricci nella seconda metà del Settecento. Da una lapide ubicata nell'atrio sappiamo che i lavori si sono protratti sino al 1772, anno della loro conclusione, conferendo al palazzo, sotto un profilo stilistico e architettonico, un essenziale ordine compositivo e geometrico. Il Palazzo subì un lungo processo di degrado, finché nel 1976 non fu acquistato dalla Cassa di Risparmio, che provvide ad un imponente restauro.
Tra gli ambienti di maggior pregio si segnalano le stanze del piano nobile e la cappella di famiglia al terzo piano, nella quale è conservata l'opera di Vittore Crivelli Compianto su Cristo morto, ascrivibile alla fine del Quattrocento. Dopo il restauro banca ha dato avvio ad un'operazione meticolosa di recupero e di nuovi acquisti allo scopo di ricreare quell'atmosfera che in origine pervadeva le sale e gli ambienti della nobile residenza maceratese. Nacque così l'attuale Museo Palazzo Ricci, al quale si rimanda.
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