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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Fontemaggiore

Macerata / Italia
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Posta sulla via omonima, la fonte fu costruita nel 1326 dai fratelli Marabeo e Domenico, mastri forse di origine maceratese. L’opera era il più importante serbatoio d'acqua della città; intorno ad essa ferveva un incessante andirivieni. Nello stesso 1326 furono posti sul prospetto principale sei stemmi, tra i quali quello con San Giuliano a cavallo, il blasone cittadino e l'epigrafe con l'anno di costruzione. Nel 1404 la fonte fu restaurata e per ordine di Francesco Sforza, fu esclusa dalla cerchia muraria della città. Lo Sforza poteva così privare i cittadini di una necessaria risorsa in caso di eventuali assedi.
Tra i mesi di maggio e giugno del 1695 la fonte fu restaurata da Domenico Antonio Giosafatti di Cingoli che utilizzò sessantacinque piedi di pietra portata dalla sua città. Cento libbre di piombo furono impiegate per tubare e per saldare le pietre. Nel 1735 fu costruita una nuova vasca, a uso di lava panni, “vicino a Fonte Maggiore”. Lo scalpellino Gregorio Stefanucci la ornò di tre piramidi con palle. Probabilmente si trattava della vasca costruita al centro dello spiazzo, poi demolita. Negli anni trenta del Novecento i sei stemmi posti sul prospetto principale della fonte furono tolti e collocati nell'atrio della Biblioteca comunale. La fonte è stata restaurata negli anni Ottanta del Novecento.
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