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Domenica 4 Dicembre 2016, San Giovanni Damasceno
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Chiesa di Santa Maria Incoronata

Macerata / Italia
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Conosciuta anche come Chiesa di San Liberato, l’Incoronata sorge in Via dei Sibellini. Sul luogo esisteva nel Duecento un’edicola su cui, nel 1325, fu dipinta l'immagine di San Liberato (fra Pietro da Macerata, fautore dell'osservanza francescana). Probabilmente prima del 1520 l`edicola divenne proprietà del Capitolo Lateranense e, al suo interno, fu dipinta l`immagine di “Santa Maria Incoronata”: probabile autore è Lorenzo di Giovanni de' Carris, detto Giuda.
Con la realizzazione dell`affresco della Vergine, la chiesa fu detta anche di “Santa Maria Incoronata”. Nel 1520 iniziarono i lavori per costruire una chiesa sul luogo dell'edicola, diretti dai mastri lombardi Andrea e Giorgio. Completata la costruzione, l`interno fu ornato con affreschi votivi commissionati dai fedeli. Alcuni di essi sono attribuiti al monterubbianese Vincenzo Pagani, ma il lavoro fu chiaramente eseguito a più mani. La chiesa, dopo essere stata officiata dal 1611 al 1613 dai padri filippini, fu completamente restaurata dal cardinale Felice Centini, vescovo di Macerata dal 1613 al 1641, il cui stemma fu posto sopra l'altare maggiore. L’interno della chiesa conserva una pietra tombale con iscrizione che si ritiene appartenga a Martino Pancalducci, morto nel 1594 e sepolto in cattedrale. Nel 1782 il pittore maceratese Vincenzo Martini dipinse per la chiesa una piccola tela con la “Madonna che appare a San Liberato”. Nel 1848 il Capitolo Lateranense cedette la chiesa alla Pia Unione dei Servitori che la tenne fino al 2 gennaio 1932, quando la Pia Unione fu sciolta. Nella seconda metà del Novecento furono restaurati gli affreschi e il paramento esterno e rifatti il pavimento e la copertura.
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