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Accademia dei Catenati

Macerata / Italia
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L’Accademia dei Catenati è probabilmente uno dei più antichi Cenacoli letterari d'Italia, inserendo la sua attività di studio in quella corrente di rinascita culturale che fu promossa in Italia centrale dopo l'arrivo di numerosi dotti orientali, profughi dalla propria terra, caduta in mano ai turchi. È sufficiente ricordare come Francesco Filelfo, erudito tolentinate, sia stato il primo a introdurre nella regione picena lo studio dell'antico greco e addirittura inviato da Lorenzo de' Medici a Costantinopoli per raccogliere antichi manoscritti. L’Accademia fu fondata nel 1574, per iniziativa di Gerolamo Zoppio, da quell'anno insegnante di poetica, retorica e filosofia morale presso lo Studio della città marchigiana, di Marco Antonio Cittadani, il primo segretario, e di Pirro Aurispa, il quale tenne la prima orazione. Scopo dell’Accademia era lo studio delle Belle Lettere, della Poesia, dell'Eloquenza, della Filosofia, della Storia e della Critica. Carlo Hercolani afferma che "… tuttavia non è nuovo di scientifiche cose qui ragionare, più volte da' nostri antecessori e da' moderni consorti si è praticata lodevolmente; e dotte dissertazioni sulle più sublimi scienze che si serbano nel dianzi ristorato Accademico archivio", Interesse primario era serbare la limpidezza della lingua italiana, liberandola dai quei neologismi e barbarismi importati dalle "recenti inondazioni dagli Esteri in Italia".
Tra i primi e più notabili soci dell’Accademia fu Torquato Tasso, presentato da Marco Antonio Cittadani il 17 novembre 1574, per una lettera di Hieronimo Bisaccioni di Jesi. È tradizione che il Tasso abbia sottoposto al parere dei Catenati la “Gerusalemme Liberata” prima di pubblicarla.

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