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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Guida Macerata

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Quali sono i posti da visitare a Macerata? Qui puoi trovare una guida di Macerata e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Macerata.
 “Non è scomparso in queste terre un tenace tradizionalismo e un profondo sentimento della famiglia. Vesti e costumi antichi, benché raramente portati, si conservano nelle case; così come gli ori e i coralli, che compaiono più sovente. Un'immagine di questa vita si può cogliere nell'abbazia di Chiaravalle di Piastra, nella valle del Piastra, non lontano da Macerata. Intorno all'abbazia cistercense eretta nel secondo secolo dopo il Mille, domina quella fitta e laboriosa vita agreste, propria di un popolo che per abitudine atavica non vede sicurezza se non nella terra. Incorporata nelle case coloniche, tra i filari d’alberi lucidi per cui le Marche sono insieme campagna e giardino, è proprietà dei principi Giustiniani Bandini; e in essa è la tomba dell'ultimo principe morto, col suo testamento scolpito. Egli chiede, in mancanza di sua prole, di essere seppellito tra i suoi contadini che aveva amato come figli. È un'immagine del paternalismo marchigiano, che certo si estingue con i nuovi tempi, ma vi rimane appreso come ricordo. Lo abbiamo veduto finora dall'angolo dei coloni, ma si poteva anche vederlo da quello dei signori, che dividevano con essi la mentalità e i costumi.
Se da Macerata poi si penetra nella montagna, s’incontra per la prima volta la grande pastorizia, premonitrice dell'Abruzzo. Siamo arrivati alle falde dei Sibillini, distesi tra le Marche e l'Umbria, i «monti azzurri» che Leopardi fanciullo immaginava di varcare”.

(Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957)

Capoluogo di provincia delle Marche, con poco più di 40.000 abitanti, Macerata sorge su di un ampio colle situato sulla sommità della dorsale collinare che si allunga tra le valli dei fiumi Potenza e Chienti. Il suo aspetto nobile e severo è ingentilito dai caldi colori della pietra e dei mattoni utilizzati per erigere gli edifici del centro storico e la cinta muraria.
Oggi la città, ancora cinta dai bastioni cinquecenteschi, è percorsa dalle tante strade che salgono verso Piazza della Libertà, il cuore del nucleo storico, su cui si affacciano la Loggia dei Mercanti, di gusto rinascimentale, il Palazzo del Comune, costruito nel 1600 e restaurato nell'Ottocento, la Torre Civica o dell'Orologio, il Palazzo della Prefettura, antica sede dei legati pontifici (sec. XVI), il settecentesco Teatro comunale Lauro Rossi progettato dal Bibiena, e l'ex-Chiesa di San Paolo risalente al XVII sec, adiacente sul suo lato destro all'ingresso del Palazzo dell'Università, e da essa trasformata in auditorio.
Tra i luoghi di culto si segnalano: il Duomo, progettato da Cosimo Morelli, il Santuario-Basilica Madonna della Misericordia, edificato alla fine del Quattrocento sul luogo di una cappella votiva costruita per scongiurare il pericolo della peste. Nel 1735 Luigi Vanvitelli ne progettò l'architettura dell'interno, mentre le decorazioni furono realizzate da Francesco Mancini e Sebastiano Conca. La Chiesa di Santa Maria delle Vergini, edificata in stile bramantesco custodisce all'interno una tela sul tema dell'Epifania del Tintoretto e aiuti. La Chiesa di San Giovanni mostra i canoni architettonici del tardo Rinascimento, tipici delle chiese dell'Ordine dei Gesuiti, cui appartenne anche l'illustre missionario maceratese Padre Matteo Ricci. La Chiesa di San Filippo, con interno a pianta ellittica, è di particolare effetto estetico.
La città si pregia di numerosi palazzi storici tra cui: Palazzo Ricci-Petrocchini, risalente al XVI secolo, di notevole bellezza, ripristinata anche a seguito di un'accurata opera di restauro, oggi sede di una raccolta d'arte di grande valore; Palazzo Compagnoni Marefoschi, con il bel portale vanvitelliano; Palazzo Buonaccorsi, alto esempio di architettura tardo-barocca marchigiana; il Palazzo Mozzi-Ferri o dei Diamanti, caratterizzato dalla facciata in pietra tagliata a rilievo, di forte impatto scenografico.
Attrazioni turistiche sono anche i musei della città: la Pinacoteca Civica, composta di due sezioni: una di arte antica, che annovera, tra gli altri, dipinti di Carlo Crivelli, Giovanbattista Salvi e Carlo Maratta; una di arte contemporanea con opere di Aligi Sassu, Osvaldo Licini, Corrado Cagli e di numerosi altri artisti. Nello stesso edificio si trovano anche il Museo della Carrozza, il Museo Civico, il Museo Risorgimentale delle Marche e la Biblioteca Civica. Sono in corso lavori per collocare i musei nello splendido Palazzo Buonaccorsi. Nei sotterranei del cinquecentesco Palazzo Rossigni Lucangeli è situato il Museo di Storia Naturale. Il monumento più noto e simbolo della città è però il grande Sferisterio, un'arena costruita nell'Ottocento per ospitare il gioco del "pallone al bracciale"; dal 1921 ospita una stagione lirica rinomata in tutto il mondo.
Due parole sulla cucina maceratese. Piatto tipico dell’area sono i celebri "vincisgrassi" una variante di lasagne al forno, il cui ripieno è tradizionalmente composto di carne macinata, sugo di pomodoro e mozzarella. Vanno inoltre ricordati gli gnocchi con la papera, gnocchi di patate con sugo di papera in umido; i calcioni di magro, grandi ravioli fatti a mano, ripieni di ricotta di pecora e noce moscata accompagnati da un sugo di carne aromatizzato alla maggiorana. Infine citiamo i "tajulÏ pilusi", varietà povera di pasta fatta in casa, molto diffusa tra le famiglie meno abbienti dell’Ottocento, il cui impasto è costituito solo di acqua e farina, senza uova.
Fra i secondi, è notevole il cosiddetto “pistacoppo”, costituito da piccione cotto al forno ripieno di rigaglie, pane grattugiato e formaggio pecorino. Altro succulento piatto di carne tipico è il pollo in "potacchio" o alla maceratese, pollo novello cotto in padella con salsa di pomodoro, cipolla, pepe, aglio, rosmarino e vino bianco. La provincia di Macerata infine è, come del resto tutta la campagna marchigiana, terra di produzione di vini pregiati, tra cui il rosso e il bianco Colli Maceratesi DOC, il Verdicchio di Matelica DOC, la Vernaccia di Serrapetrona, l'Esino DOC e il Rosso Piceno DOC.

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