Login / Registrazione
Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
follow us! @travelitalia

Storia di Lucca

Sembra, ma non è pacifico, che ad abitare per primi la zona siano stati i Liguri, il cui gruppo maggiore si sarebbe stanziato su un’isola del fiume Auser, l’attuale Serchio. In ogni caso, le origini di Lucca sono etrusche: sono stati gli Etruschi - tra il VII ed il VI secolo a.C. - a dare il primo decisivo contributo all’espansione demografica, economica e civile del territorio.
Narra Tito Livio che nel 218 a.C. qui si rifugiò il console romano Sempronio Longo, sconfitto da Annibale in una battaglia sul Trebbia. Conclusa la campagna militare che oppose Roma ai Liguri Apuani, Lucca - nel 180 a.C. - viene costituita colonia latina. Nel 89 a.C. diviene “municipium” e nel 59 ospita Cesare, Pompeo e Crasso, che danno vita al primo triumvirato. In epoca imperiale, la città assume importanza come nodo stradale tra le vie Cassia, Clodia e Aurelia, e conosce il suo periodo di maggior floridezza, soprattutto tra il I e II secolo d.C. Importanti reperti archeologici, quali i resti delle prime mura, dell'Anfiteatro, delle terme di Massaciuccoli e del teatro, attestano ancor oggi i fasti di Lucca romana.
Caduto l'Impero Romano d’Occidente (476), la città è conquistata dai Goti, poi dai Bizantini (552) ed infine dai Longobardi (570), sotto i quali diventa capitale della Tuscia e sede ducale. I Longobardi, convertiti al cristianesimo, contribuirono alla costruzione delle più antiche chiese lucchesi e all'insediamento di un potente vescovado. Con l'avvento dell'Impero Carolingio, la città perde il primato sulle altre città toscane e, tra il X e l’XI secolo conosce il periodo di maggior decadenza.
Solo con il XII secolo la città riprende slancio: s’incrementano i commerci e viene istituita una nuova zecca. Per l'importanza dei suoi traffici, Lucca si trova a rivaleggiare direttamente con le repubbliche di Genova e Pisa. Il contado vede il consolidamento dei Signori feudali, mentre in città si affermano le nuove classi mercantili. Queste ultime sono appoggiate dall'Imperatore, che nel 1081 esenta Lucca dagli obblighi di vassallaggio, dando nuovo impulso ai commerci cittadini. Pur costellato dalle lotte con le città vicine, il periodo dal XII al XIII secolo è tra i più prosperi della storia lucchese. Il commercio della seta e lo sviluppo dell’attività dei mercanti e banchieri di Lucca - in Italia ed in Europa - danno prestigio e ricchezza alla città che nel 1119 si costituisce in libero comune. Nel 1162 i Lucchesi ottengono, dall’imperatore Federico Barbarossa, la piena sanzione delle istituzioni comunali.
Nel Trecento la città s’ingrandisce notevolmente, con la costruzione dei quartieri periferici di San Frediano e di Santa Maria Forisportam. Ma le complesse e violente rivalità fra Guelfi e Ghibellini, prima, e tra Bianchi e Neri, poi, sommate alle ambizioni delle famiglie più potenti, portano ad una riduzione progressiva delle forze del libero Comune. Nel 1314 il tiranno Uguccione della Faggiuola, Signore di Pisa e capo dei Ghibellini toscani, s’impadronisce della città. I Lucchesi impiegheranno due anni per riprendere la città, grazie anche al capitano generale Castruccio Castracani, degli Antelminelli. Il governo di Castruccio coincide con il periodo di maggior espansione del Comune, che conquista in poco tempo Pistoia, Volterra e Luni, e sconfigge i Fiorentini ad Altopascio (1325 e 1327). L'espansione è tragicamente arrestata dalla morte di Castruccio, colpito da malaria nel 1328. Con la sua scomparsa, inizia per Lucca un periodo di decadenza. La città passa da una Signoria all'altra: si susseguono re Giovanni di Boemia, i Rossi, già signori di Parma, gli Scaligeri, fino alla definitiva vittoria di Pisa nel 1342. Il giogo pisano dura fino al 1369, quando i Lucchesi ottengono dall'Imperatore Carlo IV un decreto che riconosce la piena autonomia della città. Ancora una volta, Lucca entra in una fase di forte espansione economica anche se continuano le dure lotte intestine per il predominio politico. Dal 1400 al 1430 Lucca è governata da Paolo Guinigi, che sconfigge i Forteguerra. In questi anni le arti ed i commerci ricevono nuovo impulso, e la città viene arricchita ed abbellita. Lo stesso Guinigi commissiona a Jacopo della Quercia lo stupendo sarcofago funerario per la moglie Ilaria del Carretto, morta giovanissima. I Guinigi vengono rovesciati nel 1430 da una congiura di nobili appoggiati da Francesco Sforza, condottiero al soldo dei Visconti.
Con la discesa di Carlo VIII in Italia (1494), Lucca, grazie alla consolidata diplomazia e alle ricchezze accumulate, riesce ad operare una politica d’equilibrio tra Francia e Spagna. Gli Imperatori Massimiliano e Carlo V confermano alla città gli antichi privilegi, sia pure con alcune perdite territoriali in Garfagnana ed in Versilia. Con la metà del XVI secolo si intensificano i tentativi di Firenze medicea di espandere in Toscana il suo predominio: è allora che si dà inizio ai lavori per la costruzione della terza, poderosa, cinta muraria, capace di resistere alle artiglierie di qualsiasi aggressore. Per tutelare al massimo la propria indipendenza, Lucca si costituisce nel 1556 in Repubblica aristocratica, con la Riforma “Martiniana” che riserva ai soli Lucchesi l’accesso alle cariche pubbliche. La nuova struttura - che durerà fino al 1799 - si consolida nel 1628, con la riforma del Libro d'oro, contenente i nomi delle famiglie nobili tra cui scegliere i governanti.
Nel Seicento si conclude la costruzione della massiccia cinta muraria. Il Settecento testimonia un’ulteriore crescita culturale della città: nel 1759, vede la luce a Lucca la prima edizione italiana dell'Encyclopédie francese. Tuttavia la Repubblica vive un periodo di declino. Il processo culmina con l'arrivo delle truppe napoleoniche, il 22 gennaio 1799, che impongono un governo democratico. Nel 1805 Napoleone dà a Lucca un nuovo Statuto, che la trasforma in Principato. Il governo è affidato ad Elisa Bonaparte, sorella dell’imperatore e moglie di Felice Baciocchi. Segue un periodo di grandi riforme a favore del popolo, della borghesia colta e dei professionisti; le arti e le scienze ricevono nuovo impulso; si portano a compimento molte opere di pubblica utilità.
Caduto Napoleone, la città ebbe una breve reggenza austriaca (1815-1817). Nel 1817 Lucca diviene Ducato e passa sotto il dominio dei Borbone di Spagna: Maria Luisa governa dal 1817 al 1824, il figlio Carlo Ludovico dal 1824 al 1847. L’amministrazione borbonica attua un’importante opera di razionalizzazione architettonica della città, grazie soprattutto al genio di Lorenzo Nottolini, al quale si deve - tra l’altro - la creazione della stupenda passeggiata sulle mura urbane. In quegli anni inizia lo sviluppo del centri di Viareggio e di Bagni di Lucca. Nel 1847, con la morte di Maria Luigia d'Asburgo-Lorena, il Ducato di Parma e Piacenza torna ai Borbone, che lasciano Lucca. Questa viene annessa al Granducato di Toscana di Leopoldo II. Con il plebiscito dell’ll marzo 1860, il Granducato viene annesso al Piemonte, che completerà il processo dell'Unità Nazionale l'anno successivo.
Condividi "Storia di Lucca" su facebook o altri social media!