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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Palazzo Arcivescovile

Lucca / Italia
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Il primo nucleo del Palazzo fu costruito a sud della città, sui resti delle mura romane, nei primi decenni del Duecento. Secondo una lapide ancora esistente nella parte antica, l’edificio fu voluto dal vescovo Roberto, che ne prese possesso nel 1224. Non è noto chi sia stato il progettista. Certo è che la costruzione medievale - di dimensioni piuttosto ridotte, rispetto all’attuale palazzo - fu più volte ampliata nei secoli.
Nella seconda metà del Quattrocento, il vescovo Stefano Trenta fece aggiungere una nuova costruzione sul lato nord e innalzare di due piani il preesistente palazzo, per sistemazione meglio gli uffici della Curia. In quest’occasione fu realizzato un gran salone per le riunioni del clero.
Un secolo dopo, il vescovo Alessandro I Guidiccioni fece rifare l’appartamento e aggiungere il noto “studiolo” che - secondo la moda cinquecentesca - fu decorato a grottesche. Il soffitto dello studiolo presenta ai lati scene di caccia e di pesca, mentre la parte centrale è dominata da un tempietto, stilizzato a forma di esedra, nel quale arde un fuoco. Le pareti mostrano quattro medaglioni dipinti, con elementi architettonici che presentano animali fantastici immersi in un paesaggio e, in alto, tre segni zodiacali per ciascuno. Sempre nelle pareti è raffigurato lo stemma prelatizio dei Guidiccioni. Nel corso del Cinquecento fu realizzata anche la galleria che collegava il palazzo con la cattedrale di San Martino. Questa galleria fu distrutta nel 1938, in seguito ai lavori di isolamento della cattedrale, ma il passaggio sotterraneo tra i due edifici esiste ancora.
Nel Seicento il palazzo fu nuovamente ampliato, per volere dei vescovi Girolamo Buonvisi e Giulio Spinola. I nuovi locali appaiono oggi decorati in stile barocco, con soffitti a cassettoni dipinti, pareti affrescate e arredamento d’epoca. Dal 1982, il piano nobile del palazzo è adibito a scopi culturali. Ospita, infatti: l’Archivio arcivescovile, con una ricca collezione di pergamene, la Biblioteca Capitolare, che possiede importanti codici miniati, e l’Ufficio dei Beni Culturali della Diocesi.
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