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Mura di Lucca

Lucca / Italia
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Nel sistema di fortificazioni della città, è possibile individuare quattro fasi cui corrispondono altrettanti periodi di costruzione. La prima cerchia, di cui oggi rimangono poche tracce, è costituita dalle antiche mura romane. Fra l'XI e il XII secolo fu iniziata la costruzione della prima cinta medievale, o seconda cerchia, ultimata verso la metà del Duecento. Dovuta all’espansione urbanistica, la seconda cinta medievale, o terza cerchia, fu realizzata fra la seconda metà del Trecento e i primi decenni del Quattrocento, come ampliamento della precedente.
L'ultima espansione delle Mura, la quarta cerchia, rappresenta un rilevante esempio di applicazione della scienza militare del Cinquecento e del Seicento. In effetti, la costruzione fu decretata dalla Repubblica lucchese nel 1504, per adeguarsi ai progressi della tecnica militare e garantire una difesa più sicura della città, che temeva le spinte espansionistiche della Firenze medicea. I lavori, iniziati nel 1545 e terminati verso il 1650, videro via via impegnati importanti architetti militari, come il modenese Jacopo Sighizzi, il milanese Alessandro Resta, Ginese Bresciani da Firenzuola, gli urbinati Baldassarre Lanci, Francesco Paciotto, Pietro Vagnarelli, e i fratelli Matteo e Muzio Oddi; l'unico architetto lucchese che partecipò ai lavori fu Vincenzo Civitali.
Le Mura seguono in alcuni tratti l'andamento dei precedenti tracciati medievali e sono formate da undici baluardi congiunti da cortine per una lunghezza totale di oltre quattro chilometri. I baluardi, che garantivano la protezione di un tratto di mura o delle porte, furono eretti in modo tale che ognuno potesse controllare i due vicini. Costruiti con forma e caratteristiche diverse fra loro, incorporarono i torrioni edificati fra il 1516 e il 1522 agli angoli della cinta medievale.
Il baluardo di San Frediano, quello più antico, è l'unico che si presenta in forma rettangolare. In seguito furono costruiti bastioni ad orecchioni rotondi o a musoni squadrati, assai sporgenti rispetto alle cortine e quindi più adatti alle nuove tecniche di difesa. Su ogni baluardo si trova un piccolo edificio per il corpo di guardia, la "casermetta" (tuttora esistente). All'interno del baluardo furono ricavati grandi ambienti per i cavalli, i soldati e le munizioni. Sia i baluardi sia le cortine sono rivestiti da una camicia di mattoni, fabbricati nelle fornaci della Lucchesia. La camicia, verso l'esterno della città, è formata da una scarpa inclinata delimitata in alto da un cordone di pietra (toro), al di sopra del quale si trova un parapetto verticale. Verso l'interno, le mura presentano una scarpata erbosa (terrato) costituita da una grande quantità di terra ammassata e pressata. Una vasta area senza alberi e case, attraversata da fossi con acqua, detta "tagliata" (oggi drasticamente ridotta), circondava l'intero circuito murario.
Le tre porte originarie delle mura rinascimentali sono Porta San Pietro, Porta Santa Maria e Porta San Donato, costruite nella seconda metà del Cinquecento. Si trattava di porte fortificate, dotate di un ponte levatoio azionato da catene, di una saracinesca, di un portone ferrato anteriore e di uno posteriore. Soltanto nel 1811 fu aperta una quarta porta, denominata Elisa in onore di Elisa Bonaparte Baciocchi, che non aveva più le caratteristiche militari delle altre porte, presentandosi piuttosto come un arco di trionfo. Altre due porte, denominate Vittorio Emanuele e San Jacopo, furono realizzate rispettivamente nel 1911 e nel 1931.
Le Mura erano dotate di un apparato bellico imponente: l'artiglieria era formata da colubrine per tiri di lunga gittata, da cannoni per il lancio delle palle metalliche e da petriere per il lancio delle pietre. I cannoni, costruiti da una fonderia cittadina, erano in bronzo. Anche la polvere da sparo era prodotta in una fabbrica di salnitro della città. Quest’enorme apparato difensivo in realtà non fu mai impiegato a scopo bellico, anche perché - durante uno dei due avvicendamenti con l’esercito francese avvenuti dopo il 1799 - gli Austriaci si erano portati via i 124 cannoni di grosso calibro che difendevano le mura e la città. Da allora le Mura hanno perso ogni valore militare. La struttura fu messa alla prova una sola volta, nel 1812, durante la disastrosa alluvione del Serchio. In quell’occasione furono chiuse e tamponate tutte le porte e la città rimase illesa.
Dopo il Congresso di Vienna, il nuovo Ducato di Lucca fu affidato ai Borbone di Parma, nella persona della duchessa Maria Luisa. Nel 1818 la duchessa incaricò l'architetto Lorenzo Nottolini di sistemare a verde una parte delle Mura. Nel 1820 fu istituito l'Orto Botanico. La riconversione dell'antico sistema difensivo ad uso civile, per il tempo libero e lo svago, fu ulteriormente accentuata nel 1840 quando fu costruito, sul Baluardo Santa Maria, il Caffè delle Mura, poi demolito e ricostruito arretrato nel 1885. Nel 1866 le Mura - che allora appartenevano al Regio Governo, come tutte le fortezze - furono acquistate dal Comune di Lucca. Oggi l’intero anello delle Mura si presenta come simbolo di Lucca: è un vasto parco pubblico alberato, luogo di passeggio amato dai Lucchesi e dai turisti, è il dannunziano “arborato cerchio” che ancora abbraccia e idealmente protegge la città.
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