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Mercoledì 7 Dicembre 2016, Sant'Ambrogio
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Anfiteatro Romano

Lucca / Italia
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I resti dell'Anfiteatro romano sono inglobati negli edifici che formano e delimitano l'odierna piazza omonima. Lungo il perimetro esterno sono ancora visibili, percorrendo l'attuale via dell’Anfiteatro, alcune delle strutture murarie originarie, in particolare nel tratto che prospetta su piazza Scalpellini e soprattutto in quello nord, compreso tra l'ingresso orientale e via del Portico.
La forma ellittica della piazza, coincide in buona parte con lo spazio dell’antica arena e consente ancora di avere un’idea del volume e delle linee generali del monumento antico. La massiccia costruzione risale alla seconda metà del I secolo d.C., ma l’opera fu completata più avanti, in età flavia, per il mecenatismo di un cittadino romano di rango equestre, Quinto Vibio. Come riferisce un’iscrizione onoraria rinvenuta nel 1810, questi contribuì per dieci anni ai lavori, sborsando ben 100.000 sesterzi.
In origine, l’Anfiteatro sorgeva appena fuori Le Mura, ed era costituito da 54 arcate, con due ordini sovrapposti di scalini. Come tutte le costruzioni analoghe, esso era il tipico edificio per spettacoli e giochi gladiatori. Nel VI secolo, durante l’assedio di Narsete, la struttura fortificata, con la chiusura delle arcate esterne. Nel Trecento, dopo infinite depredazioni di marmi e pietre - usati per la costruzione d’altri edifici, anche all’interno dell’arena - dell’Anfiteatro rimaneva solo lo scheletro, chiamato Arringo o Per lascio, e le grotte, trasformate poi in prigioni. La forma attuale dell’Anfiteatro deriva soprattutto dall’intervento operato nel 1830 dall’architetto Lorenzo Nottolini; questi fece abbattere gli edifici all’interno dell’arena e plasmò l’intera struttura.
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