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Storia di Lodi

Sembra che il nucleo primitivo di Lodi, chiamato Laus, risalga al V secolo a.C. e sia stato fondato da una tribù di Galli Boi, stabilitasi tra il Lambro e il Sillero. Nel III secolo a.C., all’epoca dell’occupazione romana, Laus era già importante per la sua posizione centrale nella valle del Po. Nell'89 a.C. l'antico villaggio ebbe dal console Gneo Pompeo Strabone il diritto latino, divenne colonia latina e modificò il suo nome in “Laus Pompeia”. Nel 49 ebbe da Cesare il diritto romano. Diventata “Municipium”, Laus Pompeia si aprì agli scambi e ai commerci sulle strade e sui corsi d'acqua vicini e sviluppò una fiorente economia che crebbe nel tempo. Alla fine del IV secolo, la città abbracciò il cristianesimo, qui predicato da San Barnaba, e divenne sede vescovile. Fra i primi vescovi di Laus Pompeia fu Bassiano, che combatté l'eresia ariana e divenne il Santo Patrono della Diocesi e della città. Sotto il dominio longobardo, Lodi ebbe un proprio duca.
Alla fine del secolo X, gli Ottoni dettero Laus Pompeia in possesso al vescovo Andrea: il potere vescovile durò fino al sorgere del Comune. Nel 1025 iniziarono le contese tra Lodi e Milano. L'arcivescovo Eriberto pretendeva di nominare il vescovo di Lodi, e di investirlo delle temporalità: Lodi si oppose. La contesa finì con la sconfitta di Eriberto. Lodi si alleò poi con Pavia e con Cremona. Gli alleati tentarono di assalire Milano, ma i Milanesi, trovata Lodi indifesa, la conquistarono e la distrussero (1109), ingiungendo ai Lodigiani di non più ricostruirla. Due lodigiani si presentarono allora all’imperatore Barbarossa, supplicandolo di intervenire. Sceso in Italia nel 1154, il Barbarossa ordinò a Milano di non molestare Lodi e Como: ma, appena ripartito, i Milanesi oppressero ancor più i Lodigiani, pretendendo il giuramento di fedeltà. Al rifiuto opposto, le truppe milanesi entrarono in città, la depredarono e la incendiarono (aprile 1158), scacciandone gli abitanti. Solo dopo qualche tempo, sulle vestigia di Laus Pompeia sorse l'attuale villaggio di Lodi Vecchio. Poco lontano nasceva Lodi nuova, o Lodi “tout court”: il 3 agosto 1158 Barbarossa venne in soccorso della città e pubblicò il diploma imperiale di fondazione, dotandola poi di vari privilegi. A sua difesa fu realizzato il fossato entro cui scorreva la Roggia Molina. Nel 1160 furono innalzate le mura e quindi il castello: Lodi divenne una piazzaforte militare.
I Milanesi non cessarono le ostilità, ma alla fine dovettero desistere. Lodi aderì alla Lega Lombarda e prese parte alla Pace di Costanza. Dopo le lotte fra comune e comune, incominciano quelle interne. A Lodi si combatterono aspramente gli Overgnaghi e i Sommariva. Nel 1226, Lodi aderisce alla seconda Lega Lombarda, ma la Lega è sconfitta nel 1237 a Cortenova dalle truppe imperiali. Lodi fu occupata da Federico II, che la trattò duramente. Sconfitto Federico II a Gorgonzola (1243), i Milanesi irrompono nel Lodigiano (1250), ma sono battuti dagli alleati lodigiani, pavesi e cremonesi. Dal 1251 si susseguono le brevi signorie di Sozzo Vistarino e di Napo della Torre, poi si profila l’ombra dei Visconti. Per arginare la Potenza dei Visconti, Antonio Fissiraga stringe in lega le principali città lombarde (1302): trionfano nuovamente i Torriani, e Lodi è signoreggiata da Antonio Fissiraga. Arrigo VII tenta (1311) di ridurre le città alla concordia, ma non vi riesce; Lodi, a imitazione di Milano, caccia i Ghibellini: l'imperatore incarica il Fissiraga di ridurre le cose all'ordine e vi lascia per governatore, Enrico di Fiandra, che alla sua volta vi nomina suo vicario Bassiano Vistarino. Morto Arrigo VII, sconfitto e preso il Fissiraga, Lodi è spadroneggiata dai Ghibellini capitanati dal Vistarino. L'anno 1328 Pietro Temacoldo, cancelliere dei Vistarini, s’impadronisce di Lodi e vi dura fino al 1335, quando la città passa ad Azzone Visconti. Alla morte dell'arcivescovo Giovanni, Lodi tocca a Barnabò che vi fa costruire il castello (1370). L'anno 1402 muore Gian Galeazzo, e il suo ducato va sfasciandosi: allora Giovanni Vignati si fa proclamare signore della sua patria (1403); dieci anni dopo ospita in città Giovanni XXIII e l'imperatore Sigismondo, ma nel 1416, recatosi incautamente a Milano per trattare con Filippo Maria Visconti, è preso a tradimento e rinchiuso nel castello di Pavia, ove si uccide. Lodi cade nuovamente in mano dei Visconti. L'anno 1447, alla morte di Filippo Maria, Lodi chiama le genti della Serenissima e quindi (1450) Francesco Sforza: il 9 aprile 1454 nella stessa città si stipula la pace – la cosiddetta Pace di Lodi – che pose fine al lungo conflitto tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. D'allora Lodi segue le sorti di Milano.
Il periodo di pace cessò nel 1494, anno in cui Carlo VIII di Francia scese in Italia. Da questo momento, per almeno un ventennio si susseguirono una serie di passaggi di eserciti, con il loro seguito di scorrerie e di saccheggi che devastarono anche il territorio lodigiano. Per il Trattato di Cambrai (1529), il ducato di Milano rimase a Francesco II Sforza; alla morte di quest'ultimo (1535), Carlo V e Francesco I entrarono in guerra per il possesso del ducato. Vinsero gli Spagnoli e nel 1540 fu nominato duca di Milano l'infante Filippo II. Lodi restò in mano spagnola per un secolo e mezzo. Nel Seicento la città non fu toccata dalle guerre. Gli Spagnoli potenziarono le fortificazioni, trasformando la città in una fortezza. Il clima di tensione, e la pesante fiscalità sfociarono in depressione economica, accentuata dalla peste del 1630. Nel 1701 Lodi è occupata dai Francesi, nel 1706 dagli imperiali; con la seconda pace di Aquisgrana (1748), la città rimane definitivamente sotto gli Absburgo-Lorena. Maria Teresa d'Austria (1740-1780) porta le riforme e la ripresa economica: si moltiplicano e si riorganizzano i terreni coltivabili nel circondario; viene introdotta la coltivazione del riso.
Calato il Bonaparte, Lodi fu occupata il 10 maggio 1796, e nelle sue vicinanze ebbe luogo sull'Adda la celebre battaglia del ponte. Il dominio francese terminò con la disfatta di Lipsia (1813): nel 1814 gli Austriaci tornarono a Milano; dopo il Congresso di Vienna, si costituì il Regno Lombardo-Veneto e Lodi ottenne il titolo di Città Regia, diventando, con Crema, capoluogo della provincia di Lodi e Crema. Dopo le sconfitte di Magenta (4 giugno 1859) e di Melegnano (8 giugno), gli Austriaci furono costretti a lasciare Lodi; prima di andarsene, bruciarono il ponte dell'Adda. Il 20 settembre dello stesso anno il re Vittorio Emanuele II visitò la città e, circa un mese dopo, la provincia di Lodi e Crema venne smembrata fra quelle di Milano e Cremona. Lodi fu assegnata alla provincia di Milano: ridiventerà capoluogo di provincia nel 1992, con operatività dal 1995.
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