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Lunedì 26 Settembre 2016, SS. Cosma e Damiano
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Musei di Lodi

Lodi / Italia
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COLLEZIONE ANATOMICA “PAOLO GORINI”
Piazza Ospitale, 10
La Collezione raccoglie circa 170 “preparati umani”, conservati per scopi scientifici e illustrativi. I reperti sono stati realizzati dallo scienziato Paolo Gorini fra gli anni ’40 gli anni ’70 del Novecento. Sulla base del metodo inventato da Girolamo Segato, Gorini utilizzò nuove metodologie tanatopratiche, con iniezioni endovasali, che permettevano di sostituire i liquidi organici con sali adatti alla conservazione dei tessuti. Per sua natura, la Collezione è adatta solo a visitatori maturi.

COLLEZIONE DIDATTICA MUSEO DELLO STRUMENTO MUSICALE E DELLA MUSICA
c/o Accademia Gerundia
Via Carlo Besana, 8
Inaugurato nel 2008, il Museo espone circa 200 strumenti musicali provenienti da una collezione privata di proprietà. Importanti sono anche la raccolta discografica, con circa 3000 dischi in vinile, la biblioteca storica e l’attività di restauro. L’esposizione si articola su cinque sale e si propone di ampliare e potenziare le proposte didattiche, offrendo una valida occasione di arricchimento culturale personale.

MUSEO CIVICO
c/o Ex-Convento di San Filippo Corso Umberto I, 63 (si trasferirà in Via Fanfulla)
Fu istituito nel 1868, per conservare i reperti archeologici di Lodi Vecchio e parte del patrimonio pittorico cittadino. Si articola su tre sezioni.
La Sezione archeologica conserva materiali provenienti da collezioni ottocentesche, e dal territorio lodigiano. Notevoli le epigrafi della collezione Pontano, reperti dell'età del bronzo, corredi di tombe celtiche e longobarde, vasellame di bronzo di epoca romana, epigrafi cristiane, reperti della Magna Grecia ed etruschi e bronzetti romani.
La Sezione ceramica. I reperti provengono dagli scavi dell'antica Laus Pompeia, da materiale fittile proveniente dall'Etruria e dalla Magna Grecia, e dalla produzione locale, soprattutto di statuette votive e lucerne. Nel tardo Medioevo si afferma l'ornato in terracotta applicato in architettura. Del XV secolo sono soprattutto ceramiche d'uso quotidiano, decorate con pochi colori metallici. Nel Settecento s’impose la qualità delle fabbriche Coppellotti, Rossetti, Ferretti. L'eccellenza delle ceramiche lodigiane fu favorita dalla raffinata perfezione della cottura a elevate temperature, dalla varietà del modellato e dalla bellezza e originalità delle decorazioni.
La Pinacoteca documenta l'attività pittorica a Lodi dal XV al XVIII secolo. Del XV è il ciclo di affreschi di Matteo e Giovanni della Chiesa. Di Ambrogio e Pietro Donati è un altare, in legno intagliato, con Storie della Vergine e Cristo. Di Martino Piazza, una Madonna con bambino e un San Bassiano; nell'ambito di Martino e in collaborazione con Alberto, quattro scene con Storie dei santi Antonio abate e Paolo eremita; di Callisto, il ritratto di Ludovico Vistarini, una stupenda Annunciazione, il Trittico di San Giuseppe, una Madonna con bambino, un Cristo morto sorretto da angeli; di Scipione, figlio di Martino, un'Adorazione dei Magi: sono poi esposte opere di Bartolomeo da Pavia, Sollecito Arisi e una tela dell'ambito del Procaccini. Dell’Ottocento abbiamo: un Volto di Cristo di Giovanni Carnovali (il Piccio) e il ritratto di Teresa Zumalli Marsili col figlio, di Francesco Hayez.

MUSEO DEL TESORO DELL'INCORONATA
Via Incoronata (entrata dal Tempio)
Il Museo realizzato nel 1988, é allestito negli spazi sotterranei del Tempio dell'Incoronata e conserva arredi e paramenti sacri (suppellettili per l'altare e le celebrazioni liturgiche), candelieri, due codici miniati, vasi di rame lavorati. In particolare si segnala una preziosa Pace tardo-cinquecentesca, opera di smaltatori milanesi, e una croce del '500.
Un accenno particolare merita la preziosa Pace tardo-cinquecentesca, frutto di una bottega di smaltatori milanesi, e una sveglia d'appoggio, raffinato oggetto di tecnica orologiaia e di arte applicata, databile alla metà del Settecento, opera settecentesca di Antonio Kurtzweil.

MUSEO DELLA STAMPA E STAMPA D'ARTE “ANDREA SCHIAVI”
Via della Costa, 4
Inaugurato nel 2008, ripercorre le tappe dell'arte della stampa attraverso i secoli, dalla xilografia alla calcografia, dalla serigrafia alla tipografia, dalla litografia alla stampa offset fino alla rivoluzione digitale, inserendosi degnamente fra le numerose testimonianze monumentali e artistiche dell'illustre passato della città. Lo spazio espositivo ha mantenuto le caratteristiche architettoniche di una vecchia tipografia ristrutturata: qui i visitatori possono respirare il profumo della storia della stampa, che è storia di civiltà, con la possibilità di vedere all'opera numerosissimi reperti storici riportati agli antichi splendori da un sapiente restauro filologico.
Assai pregevole è poi la raccolta di macchine e attrezzature per la stampa, dai congegni del XVI secolo, a cassettiere in legno, ai torchi e presse in ghisa di produzione ottocentesca, alle linotype e alle monotype.

MUSEO DI SCIENZE NATURALI DEI PADRI BARNABITI
c/o Collegio San Francesco
Via San Francesco, 21
La raccolta costituisce un piacevole strumento per conoscere la natura. I reperti sono stati raccolti dai Padri Barnabiti a partire dalla metà del’Ottocento. Il Museo si articola in diverse sezioni che comprendono fossili, rettili, mammiferi, pesci, vegetali, conchiglie e minerali. Di notevole valore storico-scientifico sono due erbari e la collezione degli strumenti scientifici (circa 750), databili dal XVII al XXI secolo.

MUSEO DIOCESANO D’ARTE SACRA
Via Cavour, 31 (entrata dalla Cattedrale)
Istituito nel 1975 e inaugurato nel 1980, il Museo custodisce preziosi oggetti liturgici, dipinti su tavola e tela, strappi di affreschi, tessuti, sculture, provenienti dalla Cattedrale e dal Vescovado ma anche da varie parrocchie del territorio lodigiano, testimonianza dell'Arte e della Fede cristiana. Tra questi, il Museo Diocesano vanta preziose opere di arte tessile e orafa rinascimentale facenti un tempo parte del tesoro della Cattedrale, detto di San Bassiano.
Interessanti gli affreschi di Callisto Piazza (Davide, La Giustizia), i dipinti di Alberto Piazza (San Bassiano e San Sebastiano) e le tavole con la Maestà (XIII secolo) e San Bassiano (XIV secolo). 
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