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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Sant'Anna d'Alfaedo

Lessinia / Italia
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Il territorio di Sant'Anna d'Alfaedo sovrasta le tre vallate maggiori della Valpolicella, ossia quelle di Negrar, Marano e Fumane. Ad economia un tempo quasi esclusivamente boschiva, prativa e seminativa, il paese gode oggi di una certa prosperità economica, per merito delle numerose cave della pietra caratteristica della zona: la cosiddetta Pietra di Prun. Con questa pietra sono state costruite tutte le caratteristiche abitazioni della zona (dalle mura perimetrali al tetto), e sono stati pavimentati, ad esempio, anche tutti i marciapiedi della città di Verona. Oltre al Capoluogo, fanno parte del Comune le frazioni Cerna, Fosse, Giare, Ronconi, Corrubio, Ceredo e Vaggimal.

CENNI STORICI

La zona di Sant'Anna d'Alfaedo era già abitata fin dalle età preistoriche: vari rinvenimenti testimoniano la presenza di numerosi castellieri e restituito un’infinità di reperti. La preistoria della zona di Sant'Anna d'Alfaedo può descrivere il tipo di vita condotto sia dagli uomini del Paleolitico (dal 350.000 fino al 10.000 a.C.) sia dai nostri antenati dei periodi successivi (Neolitico, Eneolitico), con particolare riferimento alle testimonianze relative ai culti funebri ed in particolar modo alle tombe a cista, all'industria campignana, ai caratteristici strumenti in selce a lavorazione bifacciale, diffusi dal Neolitico a tutta l'età del Bronzo.
Dall'età del Bronzo a tutto il periodo dell'occupazione romana, la presenza dell'uomo è continua, così come si può presumere per tutto l'Alto Medioevo, se è longobarda, come tutto invita a credere, l'ascia dal taglio prolungato verso il basso proveniente da qui e assai simile a quelle venute alla luce sia a settentrione sia a meridione delle Alpi in tombe risalenti all'età delle trasmigrazioni dei popoli che devono essere datate al VII secolo.

DA VEDERE
  1. Sul Monte Loffa, la chiesa di San Giovanni Battista è monumento insigne. Una lapide collocata all'interno indica che la chiesa - ricostruita o costruita per la prima volta - fu consacrata con l'altare maggiore il 27 luglio 1524 dal vescovo Bartolomeo Averoldo, in onore di San Giovanni Battista. L'iscrizione continua ricordando come nel 1633 la chiesa, di giurisdizione di San Marziale di Breonio, fosse restaurata con le elemosine dei fedeli. Purtroppo non è datata la rozza iscrizione sopra la porta laterale della chiesa, che cita come promotore di una qualche opera un certo Cristoforo. Sembra, in ogni caso, verosimile che San Giovanni in Loffa risalga al XIII secolo.
  2. Il Museo Paleontologico e Preistorico. Vi sono raccolti, tra l’altro, straordinari pezzi paleontologici (provenienti dagli scavi nelle cave di pietra del Monte Loffa).
  3. Il Corno d’Aquilio, dalla cui cima si può godere un incantevole panorama della sottostante Valdadige.
  4. Il Ponte di Veia.
  5. La Spluga della Preta.
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