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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Museo Geopaleontologico

Lessinia / Italia
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Il Museo dei Fossili della Lessinia di Camposilvano propone una storia geologica dei Monti Lessini. Infatti, i reperti, rocce e fossili, sono stati esposti seguendo il concetto stratigrafico, ossia dai più antichi ai più recenti. Vengono anche fornite indicazioni sugli ambienti che si succedettero nella montagna veronese nei vari periodi geologici per una durata di circa duecento milioni d’anni. È proprio questo il valore della raccolta, i reperti fossili essendo stati raccolti tenendo conto della loro esatta posizione stratigrafica.
Molti di questi organismi fossili servono come fossili-guida e permettono di stabilire una successione nella formazione degli strati rocciosi. Essi appartengono ad organismi, con larga distribuzione geografica, che si sono evoluti rapidamente, che hanno cambiato cioè certe strutture del loro corpo in tempi geologicamente brevi. Conoscendo la successione di queste forme è possibile fissare dunque la successione degli strati che le contengono, in una parola di datarle. Le Ammoniti, per esempio, Molluschi Cefalopodi, sono i macrofossili più usati per la datazione degli strati. I loro modelli, ricchi di svariate ornamentazioni, colpiscono subito l'occhio per la loro bellezza, e in questo museo ve ne sono esposte di pregevoli, perfettamente conservate ed alcune di forme finora sconosciute.
Migliaia di persone - soprattutto giovani - accorrono ogni anno a visitare il museo. Perché questo grande interesse per le scienze della terra? Il fenomeno pare di carattere generale, ma dobbiamo anche precisare che Verona e il suo territorio montano non solo furono la culla di queste scienze (basti ricordare Gerolamo Fracastoro, primo nell'evo moderno a dare un'esatta spiegazione della natura dei fossili, e Giovanni Arduino, fondatore della geologia stratigrafica), ma permangono campo vastissimo d’indagine da parte di studiosi italiani e stranieri.
A questi ricercatori professionisti, si aggiungono numerosissimi dilettanti, tra cui possiamo trovare il raccoglitore casuale di fossili con conoscenze paleontologiche confuse, ma anche l'amatore dotato di una preparazione degna di un professionista. Una conferma di ciò è data appunto da pur sommarie statistiche circa il tipo del visitatore del museo di Storia Naturale di Verona e di questi piccoli musei della Lessinia. Sono centinaia, fra questi visitatori, i giovani che possono sempre più qualificarsi appunto come amatori dotati di non comune preparazione. Certo: un tale fenomeno di "appassionamento" crea non pochi problemi per la protezione del patrimonio geologico e paleontologico. Tutti, infatti, vogliono scavare con o senza la preparazione necessaria. Ma tali problemi possono essere in gran parte superati con un’opera d’educazione che passa attraverso la divulgazione delle conoscenze scientifiche e quindi attraverso il museo.
I siti naturalistici collegati al museo sono la valle delle Sfingi, il Covolo di Camposilvano, i Covoli di Velo e la grotta turistica di Monte Capriolo.
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