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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Meridiane

Lessinia / Italia
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D’uso più pratico, ma non per questo meno interessanti, sono invece le meridiane, che nella panoramica che ci interessa ricoprono un ruolo piuttosto importante. Queste opere, molto spesso semplificate al massimo, sono sempre però eseguite con uno squisito gusto artistico e la superficie dipinta è sempre equilibrata rispetto all'uso dell'opera stessa. Nella nostra Lessinia, questi "orologi" erano spesso contornati da arabeschi e variopinte cornici più o meno lavorate e arricchite molte volte da cartigli enuncianti "motti" e "consigli " ad intento religioso o relativi al tempo o al modo di comportarsi.
Su di una meridiana del 1881 in contrada Covolo di Velo, possiamo leggere: "Chissà se il sol benigno nel suo ritorno segnerà di tua vita un nuovo giorno"; in contrada Trettene di Badia Calavena tra due belle Pitture Murali, un S. Bovo Cavaliere ed un Sant'Antonio "dal porcheto" si intravede una meridiana con la scritta: "Tutte le ore son di Dio, vivi giusto sobrio e pio" (l'opera è del 1893).
Verso la testata della VaI d'Illasi, in quel di Selva di Progno, all'inizio del capoluogo, vedremo a sinistra, sulla facciata dell'antica canonica, una meridiana piuttosto sbiadita; sopra e sotto, osservando bene, potremo notare ciò che resta di due "motti". Grazie alla memoria di Arcangelo Corbellari, da sempre vissuto all'ombra di questi, così possiamo ancora interpretare: sopra "In breve a Dio ragion render dovrai di tutte l'ore che perdute avrai"; sotto "II tempo fugge e non s'arresta un'ora e tu scherzi e ridi e pecchi ancora". II tutto è datata 1839.
Le espressioni trovate ed evidenziate sopra o sotto queste opere, da sole sono lo specchio di una religiosità quotidianamente vissuta, fatta di piccoli momenti; "suggerimenti" dati, così sintetici e nello stesso tempo così pieni di "promesse", erano di monito ad un modo di essere vissuto in funzione di una meta certa, molto più temuta ed attesa di quanto lo possano far temere o attendere i nostri moderni orologi al quarzo che certo non lasciano spazio a cartigli. Le parole contenute in pochi centimetri quadrati venivano ad essere perciò parole del Vangelo; nelle pagine di questo leggiamo infatti: Vegliate perché non conoscete né il tempo né il luogo né l'ora...
Sul punto dove convergono le linee orarie, al nord, troviamo sempre il simbolo del tempo: un gallo in atto di dar la sveglia o più raramente una piccola chiesa ad immagine della parrocchiale.
Molti di questi "orologi" sono oramai completamente scomparsi o sbiaditi e resta evidente solo l'ombra dello gnomone proiettata su di una superficie grigia, un tempo sicuramente "preziosa".
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