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Lunedì 26 Settembre 2016, SS. Cosma e Damiano
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La Pietra di Prun - Il Monte Loffa

Lessinia / Italia
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Nei pressi di Sant’Anna d'Alfaedo, e più precisamente in località Vezzarde e Monte Loffa, si aprono numerose cave di pietra. All'interno di queste vengono estratti dei calcari marnosi rosso-biancastri noti come "Pietra di Prun" o "Iastame". Si tratta di un pacco di strati separati da sottili livelli d’argilla che ne facilitano il distacco, appartenenti alla formazione della scaglia rossa, Il cui spessore totale è di circa 7-8 m. I cavatori hanno dato a questo complesso di calcari talora nodulari un nome specifico in base alle caratteristiche tecniche, alla pigmentazione (Biancòn, Lastra grigia, Loa rossa), all'uso prevalente (Seciàr, Seciaròn), alla loro posizione (Meseta de banco, Pelosa de fondo, Corso ultimo) ed in base alla facilità nell'estrazione (Zentil). All'interno degli strati calcarei della Scaglia rossa sono frequenti i fossili, tra cui ammoniti e ricci di mare oltre naturalmente a pesci, tartarughe e rettili marini. La deposizione degli strati rocciosi del lastame avvenne in ambiente marino in un tempo compreso tra circa 90 ed 80 milioni d’anni fa. la pietra di Prun è utilizzata a Verona per lastricare marciapiedi e per rivestimenti esterni, mentre in Lessinia viene usata nell'edilizia tradizionale ed inoltre per delimitare il confine di prati, orti ecc.
Il Monte Loffa è, nel suo complesso, uno dei punti di riferimento più significativi per la zona di Sant’Anna d'Alfaedo, sia per la continuità della presenza dell'uomo, dal Paleolitico all'età del Ferro, sia per la ricchezza dei ritrovamenti. Sul Monte Loffa, oltre a materiali preistorici sono state rinvenute tombe a cista ed abitati dell'età del Ferro.
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