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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Il Corno d'Aquilio - la Spluga della Preta

Lessinia / Italia
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Il Corno d'Aquilio e il Corno Mozzo sono situati nella parte più occidentale dell'altopiano lessinico e si elevano rispettivamente alle quote di 1546 e 1534 m. sul livello del mare. Entrambi i rilievi sono caratterizzati, verso occidente e meridione da ripide scarpate localmente strapiombanti, mentre sul versante settentrionale ed orientale si trova un paesaggio subpianeggiante e dolcemente ondulato. Il Corno d'Aquilio e il Corno Mozzo sono separati dalla profonda incisione del Vajo della Liana. La testata del Vajo della Liana (località Pealda Bassa) è caratterizzata dalla presenza di numerosi punti assorbenti attraverso i quali l'acqua si infiltra nel sottosuolo L'area è una delle zone degli Alti Lessini più interessanti e note da un punto di vista carsico. Nella zona del Corno d'Aquilio sono presenti molte forme carsiche superficiali e sono note numerose cavità carsiche a prevalente sviluppo verticale.
La cavità più importante è, certamente, la Spluga della Preta, così chiamata da sempre. La Preta è la montagna tutta verde di pascoli e costellata di malghe, che congiunge il Corno Mozzo al Corno d'Aquilio. Spluga par che voglia dire, nel linguaggio dei mandriani, buca. E la Spluga de la Preta è la voragine paurosa che s’inabissa per centinaia di metri nelle viscere del monte.
Come scrive il Corrà, “la Spluga de la Preta si apre a quota 1475 sul livello del mare negli alti Lessini occidentali ed è uno degli abissi carsici più profondi del mondo. Con i suoi 887 metri raggiunti dalle ultime esplorazioni è precisamente il sesto, e il secondo d'Italia dopo i 920 metri dell'Abisso Michele Gortani che si apre nel Friuli. Si tratta di una tipica dolina a piatto che al centro si modifica in dolina a imbuto. La dolina piatta ha un diametro massimo di 18 metri e la parte centrale, modificata a imbuto, si restringe progressivamente fino ai tre metri per quattro alla profondità di 15 metri. Come in altri fenomeni carsici, anche qui ci troviamo di fronte ai soliti strati che offrono minore o maggiore resistenza all'azione erosiva delle acque, ma l'andamento dell'erosione si è più sviluppato in verticale anziché in orizzontale. Gli strati erosi inoltre sono cinque: il Biancone superficiale della dolina, il Rosso ammonitico, l'Oolite di San Vigilio, i calcari grigi del Lias e le primitive Dolomie del Trias che formano la base su cui posa l'intero altopiano dei Lessini".
A circa 200 metri a sud-ovest della Spluga de la Preta si apre la Grotta del Ciabattino che si può visitare, come il Covolo di Camposilvano, senza particolari precauzioni, mentre la Spluga de la Preta è pericolosissima e affrontabile soltanto da spedizioni di rocciatori altamente specializzati e attrezzati.
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