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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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I Cimbri

Lessinia / Italia
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E’ tramontata l’ipotesi degli eruditi rinascimentali, secondo cui le popolazioni dei XIII Comuni Veronesi e dei VII Comuni Vicentini derivano dai Cimbri, sconfitti da Mario sull’Adige. E’ invece documentato che verso la fine del sec. XIII alcune schiere tedesche, venendo dal Vicentino, ricevettero dal Vescovo di Verona – Bartolomeo della Scala (1287) – in regolare investitura una grande e ben determinata estensione nella zona di Roverè di Velo.
Alcuni anni dopo, i tedeschi compaiono ad Est nella Valle del Progno (d'Illasi), e nel 1333 parecchi di loro vengono ad una convenzione con l’Abate del Monastero di San Pietro di Calavena. A poco a poco, essi si spingono a nord verso Sant'Andrea, forse l'estremo punto cui giungeva la popolazione italiana in questa valle, giacché, più oltre, non c'erano che selve; poi avanzano verso sud, facendo proprio il luogo detto Saline, e si distendono qua e là ad est verso Sprea e Scandolara. Da Ovest avviene pure l'immigrazione verso località limitrofe.
Verso Nord da Sant'Andrea (Progno) entrano nella selva, formando il nucleo detto perciò Selva di Progno, e successivamente di San Bartolomeo Tedesco, ed infine di Campofontana (1223 m.) e di Giazza (758 m.) sul declivio meridionale del Campostrin, ultimo punto al quale gli abitanti della vallata osarono internarsi nella gola della montagna, occupando così tutta la zona a nord di Verona che va sotto il nome dei XIII Comuni Veronesi, sui monti Lessini.
Il loro numero non si mantenne sempre costante. Il numero XIII corrisponde ai Comuni che nell'ultimo periodo della dominazione veneziana costituirono il «Vicariato della Montagna», detta «del Carbone». L’istituzione del Vicariato è antica, ma dapprima esso non era composto che di un numero minore di Comunità. L’appellativo XIII Comuni appare per la prima volta in una statistica del 1616. Essi sono: Velo, Roverè, Valdiporro, Azzarino, Camposilvano, Selva di Progno (con Giazza e Campofontana), S. Bortolo delle Montagne, Badia Calavena, Saline, Chiesanuova, Tavernole, Erbezzo, Cerro o Alferia. Giazza fu sempre unita a Selva di Progno, anche dal punto di vista ecclesiastico; assunse qualche importanza solo quando fu eretta in Parrocchia (1798). La tradizione addita quale chiesa più vecchia del villaggio una cappellina a nord della parrocchia attuale. Nel 1797 cessò il Vicariato della Montagna, e fu costituito il Distretto della Montagna, che comprendeva lo stesso territorio: capoluogo fu Badia Calavena. Sotto la dominazione austriaca Badia Calavena restò centro di un Distretto che corrisponde solo in piccola parte all'antico Vicariato; di esso più tardi diventò capo Tregnago, come fu con il Governo italiano ed è tuttora.
L'esame del dialetto, attentamente eseguito dallo Schmeller e dal Bergann, provò che il linguaggio dei cosi detti Cimbri è un dialetto tedesco, com'è quello delle popolazioni dei VII Comuni. Anticamente tale idioma era parlato in tutto il territorio dei VII e XIII Comuni, da cui se ne deduce la comune origine, e così continuò per alcuni secoli. Gradatamente però il bisogno di commerciare spinse tanto le une che le altre ad aver bisogno di comunicare con le genti vicine e così, per necessità, si dovette adottare anche la lingua italiana Quest’ultima finì per imporsi, specie nelle zone esterne, tanto che verso il 1700 si parlava tedesco soltanto a Giazza, Selva di Progno, Campofontana e nelle Contrade superiori di S. Bortolo; altrove era parlato solo dai vecchi. Oggi la lingua d'origine si parla soltanto a Giazza, e purtroppo anche qui sta scomparendo, con danno dell'etnografia e del folclore, destando giusti allarmi.
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