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Martedì 2 Settembre 2014, Sant'Elpidio
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Bosco Chiesanuova

Lessinia / Italia
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Il Comune di Bosco Chiesanuova ha una superficie di 65 kmq e confina con i Comuni di Roverè, Cerro, Erbezzo e, a Nord, con la provincia di Trento. E' suddiviso in altre quattro frazioni geografiche: Valdiporro, Corbiolo, Arzerè e Lughezzano, che circondano il Capoluogo. Inoltre, nel Comune esistono molte Contrade, alcune abitate: se ne contano circa duecentocinquanta. L'importanza di Boscochiesanuova deriva dalla sua posizione strategica rispetto ad altri territori della Lessinia Centrale, la cui economia, una volta silvo-pastorale, si è riqualificata in ambito turistico in quest'ultimo periodo. Infatti, il paese si estende su un altopiano circondato da cime elevate (Corno d'Aquilio, m. 1546; Castelberto, m. 1757; Monte Tomba, m. 1767; Monte Carega, m. 2130; Castelgaibana, m. 1805) che rendono i luoghi adatti. alla villeggiatura, sia estiva sia invernale.

CENNI STORICI

La Lessinia ha incominciato a popolarsi ancora nel paleolitico, come dimostrano molti reperti ritrovati a Lughezzano, a San Giorgio e in altri luoghi. Nel Medioevo, si stabilirono qui popolazioni d’origine tirolese, denominate "cimbre": ma questo nome non definisce una provenienza geografica, bensì caratterizza la presenza di numerosi "zimbar", cioè spaccalegna, che parlavano un antico dialetto tedesco, ancora oggi presente nella cultura popolare degli abitanti l'area dei "Tredici Comuni".
Sempre nel Medioevo, la "Frizzolana", antico nome della zona su cui si trova l’attuale Boscochiesanuova, (detta anche "Montagna del Carbon" per l'industria che vi si esercitava), era sotto la giurisdizione del Vescovo di Verona e dei monasteri di Santa Maria in Organo e di San Zeno. Nel 1218, i Canonici dotarono la Frizzolana di uno Statuto. In seguito passò sotto la dominazione degli Scaligeri, che favorirono l'immigrazione di gruppi di Bavaro-Tirolesi.
Nel 1326, Cangrande della Scala concesse alcune esenzioni di tributi alla zona Frizzolana in cambio della sorveglianza sui confini tra i centri citati: nel documento compare anche Bosco-Frizzolana, antico nucleo di Bosco. Nel 1375 fu edificata la chiesa di S. Margherita e, nel 1501, la nuova chiesa in centro al paese, che divenne parrocchiale e assegnò il nome a Bosco "Chiesanuova". Il Comune era amministrato dal Massaro, antico "Sindaco", e da quattro Consiglieri, uno per ciascuna frazione territoriale; esso includeva anche la parrocchia di Erbezzo, che divenne Comune a sé solo nel 1621. Fino al 1796 la Frizzolana fece parte del Vicariato della Montagna Veronese; in seguito, il territorio di Chiesanuova passò sotto il dominio napoleonico e, dopo il Congresso di Vienna, sotto l'Austria. Nel 1866 il confine a nord di Bosco tornò ad essere confine di Stato, a seguito dell'annessione del Veneto al Regno d'Italia con la terza guerra di indipendenza. Esistono ancora i "cippi di confine", posti sull'area nord e numerati progressivamente.
Lo sviluppo di Boscochiesanuova è incominciato verso la fine del 1800: a sancire la vocazione turistica del territorio, è sorta nel 1928 l’Azienda di Soggiorno, oggi Azienda di Promozione Turistica. Durante la seconda guerra mondiale la popolazione del Comune aumentò in misura notevole, per la presenza di numerosi sfollati, che si stabilivano nelle zone rurali dove era più facile sfuggire ai bombardamenti e approvvigionarsi di cibo. Dagli anni '50, invece, si assiste ad un graduale spopolamento della zona, perché l'economia rurale non offriva più lavoro per tutti; oggi la popolazione si è stabilizzata, dato anche il nuovo assetto turistico della zona che garantisce un'economia in sviluppo.

da vedere
  1. La Chiesa di Santa Margherita. E' situata all'inizio del paese e risale probabilmente alla fine del XIV secolo; sembra che in essa possa riconoscersi la "Ecclesia Nova", concessa agli abitanti di Vallepurri, attuale Valdiporro, per consentire il distacco dalla parrocchia di Roverè, posta al di là del Vajo di Squaranto, che fino al ‘700 vantò il diritto di venire in processione a Santa Margherita per riscuotere un tributo. La festa di Santa Margherita si celebra ancora oggi il 20 luglio. La chiesa è di fattura semplice con soffitto a capriate all'interno e un presbiterio a crociera sottolineato da nervature in "rosso ammonitico", pietra locale. Molto interessante l'altare, formato da un blocco unico di pietra scolpita in bassorilievo, con una croce con i bracci che si allargano in un fiore, motivo che si ritroverà per secoli nelle varie croci in pietra e ferro della Lessinia. Dietro l'altare c'è un quadro di Santa Margherita, Santa particolarmente venerata dai Cimbri. La campana di bronzo della chiesa è custodita all'interno del Museo Civico; su di essa c’è un'iscrizione in latino distribuita su due fasce: "Mentem sanctam spontaneam (obtulit) honorum Deo (dedit) et patriae liberationem (imperavit)" (offrì mente santa e spontanea, diede onore a Dio e ottenne la liberazione della patria). Il soggetto è Sant'Agata, martirizzata sotto l'imperatore Decio e diventata poi patrona dei campanari. Nella fascia inferiore sono presenti la data MCDXXV (1425) e dei motivi decorativi: i fiori di cardo, tipici dei lanaioli, l'agnello pasquale e il levriero simbolo di fedeltà. Tali motivi richiamano anche la principale attività praticata allora nell'alta Lessinia: la pastorizia e la produzione della lana.
  2. La Chiesa di Sant'Antonio Abate. Si trova nella frazione di Valdiporro, il più antico nucleo abitativo del Comune. Nella sacrestia della Chiesa, è conservata la più antica tavoletta con crocifissione che si conosca, un tempo ubicata in una cappellina in Contrada Pezzo. E' un pregiatissimo pezzo d’arte popolare, risalente al 1513, che rappresenta il Cristo crocifisso appoggiato direttamente sulla tavoletta stessa, senza la croce; in basso, ai lati, sono presenti le figure di due oranti con le mani giunte senza la bocca, disegnata solo sul Cristo. E’ probabile che questa crocifissione sia servita da modello per altre sculture similari, diventate un tema tipico dell'arte popolare in Lessinia.
  3. Il Museo etnografico "La Lessinia: l’uomo e l’ambiente", aperto nel 1981.
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