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Venerdì 9 Dicembre 2016, San Siro
Laibniz - CC by-sa
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Basilica di Santa Croce

Lecce / Italia
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Annessa al Palazzo del Governo, la Basilica di Santa Croce è considerata il simbolo del “barocco leccese”. Su progetto di Gabriele Riccardi, la sua costruzione ebbe inizio nel 1549, sull’area di una chiesa trecentesca. I lavori durarono quasi 150 anni. Sembra che il Riccardi abbia portato a termine il primo livello di costruzione, mentre è certo che ai portali e al resto del prospetto hanno posto mano F.A. Zambalo, G. Zambalo e C. Penna.
"La facciata di Santa Croce - scrisse Guido Piovene - gronda di ornati ... e molti descrittori non si stancano di scoprirvi particolari, le aquile, i draghi, le scimmie, i santi, i turchi, le colonne tortili, le balaustre a trafori, i riccioli, i fiori, le frutta, i nastri svolazzanti". Nel primo ordine, complessivamente sobrio, spiccano il ricco portale d'ingresso, delimitato da due coppie di colonne con capitelli che sorreggono la trabeazione, e i due portali laterali, sopra i quali insistono una nicchia, gli stemmi di Filippo III, di Gualtiero VI di Brienne e di Maria d'Enghien, e una finestra circolare. Il secondo ordine è diviso da una lunga balaustra sorretta da cariatidi zoomorfe e antropomorfe dal forte significato simbolico. Tra queste figure, dei turchi costretti a star piegati e sentire tutto il peso della cristianità. Tredici puttini, graziosi ed eleganti, corrono lungo tutta la balaustra: due reggono una tiara e una corona. Il secondo ordine è dominato dal grande rosone centrale, opera senza precedenti per bellezza e cura dei particolari. Si tratta di una serie di quattro cornici concentriche con testine di angeli alati, di fiori di loto, di frutta. Ai lati del quadro centrale sono due nicchie con le statue di San Benedetto e San Celestino. All'estremità le statue della Fede e della Fortezza.
L’interno della basilica è a croce latina e a tre navate divise da alte colonne con capitelli figurati. Quattro le colonne binate che reggono gli archi della cupola. Un soffitto ligneo a cassettoni dorati copre tutta la navata centrale. Le laterali hanno volta a crociera e ospitano sette cappelle per lato, di epoca diversa. L'altare centrale in marmo, molto semplice, proviene dalla Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo, ed è coperto da una grandiosa volta polilobata di rara eleganza. L'altare più interessante è certamente quello di San Francesco di Paola, nel transetto di sinistra, ove F.A. Zimbalo, autore dell'opera, narra, attraverso una serie di pannelli, la vita del santo. Nel transetto di destra vi è l'altare del Crocifisso di Cesare Penna.
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