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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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San Felice del Benaco

Lago di Garda / Italia
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Cenni storici


Zona di antichi insediamenti palafitticoli, Scovolo ha lasciato ampie tracce del periodo romano. Fra queste spiccano una lapide dedicata a Nettuno (Neptuno - Aug. L. Sulpicius Claudian - ex voto), ora murata in una parete esterna della parrocchiale, ed una necropoli.. Ai tempi delle invasioni barbariche Scovolo venne munita di un castello, ma nel 1279 – dopo la pace di Montichiari – Brescia decise di distruggere sia il castello, sia il paese: gli abitanti si trasferirono quindi in una vicina borgata, già allora chiamata San Felice, e la ribattezzarono col nome di San Felice di Scovolo. Qui fu edificato un nuovo castello, distrutto dai Francesi nel 1509, e riedificato pochi anni dopo sotto il dominio della Serenissima.
A San Felice del Benaco nacque lo scultore Angelo Zanelli (1879-1942), che scolpì la statua della Dea Roma e l’altorilievo dell'Altare della PatrIa a Roma (1911).

DA VEDERE
  • Nei pressi dell’antica Scovolo, sorge la piccola chiesa di San Fermo, eretta nel Quattrocento. La facciata è a capanna, mentre l’interno è ad aula unica e contiene un notevole affresco attribuito a Giovanni da Ulm.
  • La parrocchiale è chiesa del XVI secolo, dedicata ai Martiri Felice e Adauto. All’interno si può ammirare una bella tela del Romanino (Madonna in gloria e Santi). Il Carloni ha dipinto gli affreschi della volta; del Bertanza è il quadro che raffigura la Madonna del Rosario.
  • Il santuario della Madonna del Carmine risale al Quattrocento. Di scuola lombardo-veneta sono gli affreschi votivi del XV-XVI secolo, ritrovati durante i restauri del 1921. Annesso ad un convento di monaci carmelitani, il santuario fu ampliato fra il 1460 ed il 1470. La facciata, con protiro, è a capanna; l’interno è ad unica navata ed è diviso in cinque zone da archi a sesto acuto. Nel 1952 i frati, dopo notevoli lavori di restauro, poterono riaprire al culto il tempio, recuperando così valori artistici ed architettonici di alto pregio.
  • L’isola del Garda fa parte della storia di San Felice, e sorge di fronte al promontorio. Nel 878 fu donata da Carlomanno ai monaci di San Zeno di Verona, poi fu ceduta da Federico I a Biemio da Manerba. Nel 1220 San Francesco d'Assisi vi fondava un romitorio, per cui il luogo venne chiamato Isola dei Frati. Il romitorio fu visitato da Sant'Antonio di Padova, forse da Dante, sicuramente da San Bernardino di Siena, che restaurò ed ingrandì il romitorio stesso, trasformandolo in monastero; quest’ultimo ospitò la scuola di teologia, fondata da Francesco Lechi. L’isola fu via via acquistata dalle nobili famiglie dei Lechi, degli Scotti, dei Ferrari, dei Borghese, dei Cavazza.
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