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Lunedì 26 Settembre 2016, SS. Cosma e Damiano
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Salò

Lago di Garda / Italia
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Cenni storici


Salò si stende in un ampio golfo, alle pendici del monte di San Bartolomeo. E’ discusso che la sua fondazione risalga agli Etruschi, mentre è certo che fu insediamento romano, col nome di Salodium. Salò divenne importante nel 1373, quando Beatrice della Scala, moglie di Bernabò Visconti ne fece capitale della Magnifica Patria, al posto di Maderno. Pare che la Magnifica Patria – sciolta dal Trattato di Campoformio nel 1797 – fosse un’istituzione a base territoriale, dotata di ampia autonomia amministrativa e di giurisdizione propria: essa comprendeva ben 42 comuni, divisi in sei “quadre”. Dopo la sottomissione alla Serenissima (1426), Salò fu sede del Provveditore Veneto, magistrato veneziano che giudicava in sede penale e organizzava la riscossione dei tributi. Altro magistrato era il Podestà, che amministrava la giustizia civile. Organo legislativo era il Consiglio Generale, formato da 36 membri, che si riuniva a Salò e durava in carica un anno.In epoca veneta, e fino all’Ottocento, Salò era rinomata per i suoi filatoi che producevano "refe di lino"; gran parte della produzione veniva inviata a Venezia, per farne cordame per le navi e i famosi merletti di Burano. Nel 1901 Salò fu gravemente danneggiata da un terremoto: con la ricostruzione, l’assetto urbanistico della cittadina cambiò volto, soprattutto per la creazione del lungolago. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 fino all'aprile del 1945, Salò fu sede della Repubblica Sociale Italiana (o Repubblica di Salò), creata dai fascisti.
Illustri personaggi nati a Salò sono: Silvan Cattaneo, scrittore del XVI secolo, il poeta Giuseppe Milio Voltolina (1536-1580), lo storico e poeta del XVI secolo Bongianni Gratarolo, il musicista Ferdinando Bertoni, il pittore Sante Cattaneo, detto il Santino (1739-1819); l’accademico Mattia Butturini (1752-1817); il compositore M. Enrico Bossi (1861-1925), il pittore Angelo Landi (1879-1944).

DA VEDERE
  • Palazzo Terzi-Martinengo si trova in frazione Barbarano ed è una costruzione sui generis, ossia una dimora fortificata. Fu costruita verso la metà del XVI secolo dal marchese Sforza Pallavicino, generale della Serenissima, con un vasto parco-giardino che scende verso il lago. Imponente la torre di guardia; interessanti i due giardini – a lago e a monte – con fontane e balaustre.
  • In via Landi, si trova l'Hotel Laurin, in origine villa Simonini, costruito all’inizio del Novecento in stile liberty. All'interno, dipinti del Bertolotti e del Landi e splendidi lampadari metallici d’epoca.
  • Palazzo Fantoni. Ha una bella facciata del secolo XV, e attualmente ospita la Biblioteca Civica ed il Museo storico-militare del Nastro Azzurro, che espone documenti, cimeli, armi e uniformi dal 1796 al 1945. Il palazzo è anche sede dell’Ateneo di Salò. Nel cortile si possono ammirare varie lapidi romane.
  • Il quattrocentesco palazzo della Magnifica Patria si trova vicino alla piazza. Realizzato dal Sansovino, in epoca veneziana, fu ricostruito nel 1905 ed è oggi sede degli uffici del Comune. All'interno, affreschi del Bertanza e del Landi, oltre ad una statua di A. Zanelli che raffigura Gasparo da Salò (1540-1609), cui la tradizione attribuisce l’invenzione del violino.
  • Il Civico Museo Archeologico è allestito presso la Loggia della Magnifica Patria. Contiene importanti reperti, soprattutto di epoca romana, tra cui spiccano: una stele funeraria del III secolo d.C.; il cippo funerario di San Letilio Firmino; un vaso-borraccia della fine del I secolo d.C., trovato nel 1972 nella necropoli in località Lugone; una bella tazza di vetro finemente decorata, forse di origine orientale, che risale al II secolo d.C.
  • Il Duomo. E’ chiamata duomo la chiesa parrocchiale, dedicata a Maria Assunta. L’imponente edificio è in stile tardo-gotico e la sua costruzione ebbe inizio nel 1453, su progetto dell’architetto Filippo delle Vacche. La facciata esterna è rimasta incompiuta e mostra tre porte: le due minori gotiche e la maggiore rinascimentale. L'interno, riccamente decorato, è a tre navate a crociera, divise da alte colonne. Le cappelle laterali furono fatte costruire da San Carlo Borromeo alla fine del Cinquecento e custodiscono dipinti di gran pregio, dovuti all’arte di Paolo Veneziano, del Moretto, del Romanino di Zenon Veronese e del Celesti. Il presbiterio mostra un magnifico Crocifisso gotico di Giovanni da Ulm e opere di Palma il Giovane. Sull’altar maggiore spicca una preziosa Ancona in legno della fine del Quattrocento. Le ante dell’organo sono state decorate da Palma il Vecchio.
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